Io, che sono Arlecchino, mi aggiro per teatri e, sovente, vengo colto da un pressante bisogno, una vocazione sovraumana cui nessuno (persona o artista che sia) può resistere. È vero che le platee, con la varietà di forme e decorazioni, sono suggestive; è vero che i ridotti hanno sempre una loro intoccabile eleganza; com’è pur altrettanto vero che nei foyer si possono ammirare virtuosismi architettonici degni di nota. Ma io, che sono Arlecchino, amo i bagni, un po’ perché sede di grandi soddisfazioni, un po’ perché luogo in cui rifugiarsi per sottrarsi agli oneri della vita sociale (o, più spesso, perché braccati dai detrattori).

Buti (PI), Teatro Francesco di Bartolo

Teatro Di Bartolo, Buti

In quel di Buti, ce n’è uno dei miei preferiti. Una piccola porticina appena davanti al bar, nasconde una toeletta incastrata sotto le scale che conducono al primo ordine di palchetti. Bagno e antibagno non sono separati da una porta, ma l’ambiente è raccolto, accogliente, quasi uterino. Dopo aver fatto quel che si deve, c’è l’imbarazzo della scelta per lavarsi le mani: ben tre lavandini in meno di due metri quadrati! E, provando ad aprire l’acqua calda, in ognuno succede una cosa diversa: al primo, viene a singhiozzi dell’acqua torbida; azionando il secondo, sento scrosciare a terra e richiudo subito per evitar danni; cimentandomi col terzo, ogni volta che viene girata la manopola di sinistra, da qualche parte muore una fatina. Manca la tavoletta del water, ma il sapone per le mani ai frutti di bosco fa dimenticare ogni inconveniente. Piastrelle quadrate, bianche: niente di eccessivo, ma se ne apprezza il taglio preciso al contatto col sottoscala, nonché l’ardito disegno in rosso a sigillare, in altezza, la composizione.

Casciana Terme (PI), Teatro Verdi

Teatro Verdi, Casciana Terme

Nel restaurato teatro della cittadina termale domina un arredamento moderno e dalle linee essenziali, che trasmette un senso di ordine e pulizia, tanto da farmi sentire in colpa per non essermi passato il filo interdentale prima di uscire di casa. L’accostamento tra il bianco panna e il carta da zucchero, negli infissi, rende l’ambiente elegante e raffinato. Mi è quasi dispiaciuto intasare il water, ma da qualche giorno ero un po’ costipato… Gli specchi sono ampi e ben detersi, così come il piano in pietra nera in cui sono incastonati i lavabi. Molto comode le prese per lasciare il cellulare in carica durante gli spettacoli, scroccando la corrente al Kaemmerle. Resta il mistero sul funzionamento dei portasapone, probabili manufatti alieni recuperati dal meteorite che cadde a Crespina nel 1974. Va be’, tanto anche se mi lavo solo con l’acqua fa lo stesso…

Porcari (LU), Spam!

Spam, Porcari

A Spam!, la sede porcarotta di ALDES, c’è sempre un’atmosfera molto familiare, un po’ perché i frequentatori abituali sono parecchi, ma, soprattutto, perché spesso, prima o dopo gli spettacoli, ci sono momenti conviviali in cui si mangia e si beve. Naturale, dunque, che sorga pure la necessità di recarsi in quel posticino: non devo certo essere io a dirvelo. Anche il bagno, qui, ci fa sentire a casa, dove spesso si trova, per esempio, la tavoletta alzata. Le piastrelle sul muro ricordano il calore del gabinetto della nonna, pur se interrotte da prosaicissime sostitute bianche là dove – presumibilmente – sono stati passati i tubi dell’acqua. Il tappetino verde della doccia riprende il colore della porta e, dettaglio notevolissimo, la bottiglia del bagno schiuma. Specchio MOLGER in betulla, da appendere in verticale o in orizzontale; la cornice fa anche da praticissima mensola, su cui Roberto Castello può posare il pettine per i baffi e lo spazzolino: 39,99€ da Ikea (spedizione esclusa).

Anche questa è fatta, come dice un proverbio quanto mai affine alla presente rubrichetta, al cui proposito vorremmo rivolgere una richiesta a voi lettori: andate a teatro e… andate al bagno. Nel senso: recatevi a teatro e fotografate i bagni, segnalateceli: noi, sostenitori del solenne principio #recensiamotutto, provvederemo a parlarne. In attesa di creare l’apposita casella di posta (lo faremo, contateci), potete scrivere all’indirizzo arlecchino@losguardodiarlecchino.it.

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