Il Calendazzo s’ingolfa man mano e, con ottobre, hanno inizio le stagioni dei teatri importanti. Senza perderci in sguerguenze, andiamo a vedere cosa ci propone l’entrante settimana teatrale della “nostra” Toscana.

Da martedì a domenica − Shakespeare a Pontedera e Scandicci, Pasolini alla Pergola 

Silvia-Pasello-Maria-Bacci-Pasello-Lear-foto-di-Roberto-Palermo-2Partiamo dal Teatro Nazionale, non nascondendo le varie perplessità suscitateci dall’abbraccio che lega Era e Pergola, sul singolarissimo asse Pontedera Firenze, estesosi in un secondo momento pure a un altro spazio storico della nuova scena italiana come quello di Scandicci (lato Teatro Studio).
Tra Era e Pergola, se, in prima istanza, i presagi nutriti potevano accettare la dimensione pregiudiziale, adesso, stagioni alla mano, l’impressione d’una difficile, e forse pure controproducente, prossimità assume i tratti della certezza. Due realtà troppo diverse, lo diciamo senza partigianeria, per toccarsi senza che una non rischi di smarrire la propria anima: l’idea è che a rimetterci sia proprio la storicamente più innovativa Pontedera, cui non augureremmo mai un’omogeneizzazione con la più massiccia istituzione gigliata.
Calderon Sandro-Lombardi-foto-di-Achille-Le-Pera3E, comunque, sul lato pisano torna in scena il Lear di Roberto Bacci con, tra le altre, Silvia Pasello, allestimento di cui abbiamo già offerto uno sguardazzo in occasione delle repliche fiorentine (anche in tale occasione c’era parso affiorare l’attrito dovuto a modi lontani d’intender la scena), mentre alla Pergola giunge il Calderòn pasoliniano, nella rilettura offerta da Federico TiezziSandro Lombardi con l’ausilio di Fabrizio Sinisi (terzetto che abbiamo analizzato pure in occasione di Inferno Novecento, qualche tempo addietro). Si tratta, in entrambi i casi, di lavori che possono valer la pena di viaggio e biglietto: speriamo di potervene (ri)parlare.
foto-per-sito-macbethInfine, citiamo volentieri il debutto stagionale di uno spazio come quello del Teatro Studio di Scandicci, in un secondo momento intitolato a Mila Pieralli: ad aprire sarà il peculiare Macbeth – essere (e) tempo, rilettura del capolavoro scespiriano operata da Gianluca Guidi ed Enrica Sangiovanni (ossia Archivio Zeta), di cui parleremo senz’altro nei prossimi giorni e che abbiamo visto sull’Appenino, all’interno del Cimitero Militare Germanico, lo scorso Ferragosto. Sarà molto interessante capire le scelte registiche di adattamento a uno spazio scenico sicuramente più consono rispetto alla dimensione site specific di uno spettacolo in cui era il pubblico a doversi muovere nell’immaginifica cornice disegnata tra lapidi, prati e alberi. Purtroppo, non potremo andare, ma non escludiamo qualche infiltrato arlecchino.

Fine settimana − In vacanza a Roma, però a Lucca

serena-autieri-attilio-fontana-vacanze-romane-cs-del-giglioSi riparte anche al Giglio di Lucca, con un’altra stagione improntata alla mai semplice ricerca di quel sottile equilibrio, vitale per qualsiasi spazio scenico “tradizionale”, tra qualità dell’offerta e appetibilità commerciale. Il primo “colpo” piazzato sembrerebbe guardare più a quest’ultimo versante: Vacanze romane, nel consueto tris di repliche da venerdì a domenica, strizza l’occhio alla storia del cinema, alludendo all’indimenticabile film di William Wyler, con Audrey Hepburn e Gregory Peck. Nei loro panni, Serena Autieri e Attilio Fontana, per una traslazione scenica firmata da Armando Trovajoli (musiche) e Luigi Russo (regia).
Vorremmo vedere (anche per la curiosità riguardo al trattamento cui sono state sottoposte le canzoni di Cole Porter, una nostra passione), ma non potremo, confidando in qualche altro arlecchino che s’intrufoli in platea. Particolare curioso: l’arrivo dello spettacolo a Lucca è salutato da un’iniziativa organizzata dal locale Vespa Club, con uno speciale raduno la mattina di sabato 8, alla presenza dell’attrice protagonista (Autieri, non Hepburn). Anche questo è teatro, forse. Brum brum.

Da martedì a domenica − La tragedia di Riccardo III a Pistoia 

la-tragedia-di-riccardo-iii-r-palminiello-associazione-teatrale-pistoiese-2016A questo punto, ci andremo: prima, infatti, che sopraggiunga il 13 ottobre, data dell’ultima replica, e dopo averne parlato in abbondanza, dovremo assolutamente recarci a Pistoia (Teatro Manzoni), per vedere La tragedia di Riccardo III, riscrittura scespiriana operata da Renata Palminiello e che coinvolge numerose realtà locali nel supportare un bel gruppo di attori professionisti, tra cui segnaliamo la presenza di Massimo Grigò e, ce n’eravamo dimenticati la volta scorsa, Mariano Nieddu, interpreti che apprezziamo da tempo. Sicuri che lo spettacolo, lasciate scorrere un po’ di repliche, possa essere senza dubbio in temperatura, siamo piuttosto curiosi di assistere a un lavoro che parte da una delle più potenti opere del Bardo, proponendo un confronto con un testo composto da “intere frasi di cui siamo sicuri di conoscere il significato, che aspettiamo di ascoltare dagli attori“, allo scopo di vivificarlo, risalendo alla radice necessaria di un capolavoro da sottrarre all’inerzia.
Continuiamo a consigliarlo.

Da lunedì a sabato − Vizi al cuore, tra Livorno e Bientina (PI) 

pilar-ternera-ho-un-vizio-al-cuore-2016-sito-uffNe abbiamo parlato a parte, qualche giorno addietro. Tra Nuovo Teatro delle Commedie a Livorno (da lunedì a giovedì, con l’eccezione di mercoledì) e Utopia del Buongusto, segnatamente a Bientina al Teatro delle Sfide (sabato), un’intensa settimana di repliche per i ragazzi di Pilar Ternera e il loro allestimento da Čechov, Ho un vizio al cuore: tre atti unici, che lo stesso autore definiva scherzi, con personaggi che “altro non sono se non delle burle, figure a metà che suscitano la risata perché prive di sfumature“. Ancora: “Sono in bianco e nero, incapaci di attingere alla tavolozza dei grandi sentimenti che li potrebbe trarre in salvo. Ci fanno ridere, perché sono incapaci di comunicare, di capire quello che capita, di governare la propria vita e fargli prendere una piega diversa, ma ci lasciano anche un po’ di inquietudine, e se fossimo noi personaggi a metà e in bianco e nero?“. La regia è di Francesco Cortoni.

Oltreconfine − Ultima Semiramide, Avamposti a Calenzano, Intercity a Sesto Fiorentino

Siamo agli sgoccioli, infine, su vari fronti: martedì sera è l’ultima occasione per i melomani di assistere alla rossiniana Semiramide, con la direzione dell’australiano Antony Walker e la regia, datata 2011, di Luca Ronconi. Per gli appassionati, ma non solo.
DONNA NON RIEDUCABILE_Elena Arvigo (1)Ultimi colpi anche ad Avamposti, al Teatro Manzoni di Calenzano (gestito dal Teatro delle Donne): venerdì 7, sarà la volta della brava Elena Arvigo protagonista di Donna non rieducabile, testo di Stefano Massini scritto originariamente “addosso” a Ottavia Piccolo; avendo sguardazzato (non senza ironica amarezza) questo primo lavoro, ci interesserebbe non poco poterlo raffrontare a quest’altro, che voci di corridoio ci dicono non aver avuta vita facile su qualche piazza italiana. Quando si dice le contraddizioni. La sera successiva, sabato 8, un incontro sul teatro civile e la proiezione del film-documetnario Grozny Blues (Nicola Bellucci, 2015).
intercity-festival-1000Infine, per Intercity Festival 2016, sottotitolo Bucarest + Back to Montreal, segnaliamo a Sesto Fiorentino, nello storico spazio del Teatro della Limonaia, Camera 701, di Elise Wilk: otto vite sospese in quel luogo misterioso e ambiguo che è la stanza di un albergo (…). Schegge d’esistenze che potrebbero essere la nostra: il bisogno d’amore, la paura, la menzogna, la speranza…“.  La locandina parla da sola: regia di Ciro Masella, attori Monica Bauco, Fabiana Bolignano, Giulia EugeniLeonardo Paoli e Michele Sinisi. Andateci: 5, 6, 7 ottobre ore 21 e 8 ottobre ore 23.

Ad maiora, e buon teatro a tutti.

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