Tra il 25 ed il 26 di marzo si è tenuta a Porcari, alternandosi all’Auditorium Vincenzo da Massa Carrara o presso la sede di SPAM!, una serie di spettacoli per ragazzi. L’allestimento che avesse convinto di più la giuria (di cui ero membro) avrebbe vinto una residenza artistica e sarebbe entrato di diritto nella prossima edizione di Lucca Teatro Festival.

Il primo spettacolo in ordine cronologico è stato Cittadini fai da te, un interessante racconto che parte da Joshua Norton e sul poco noto Impero degli Stati Uniti per andare a parlare di altre micronazioni ( “stati arbitrari ed eccentrici” non riconosciuti da nessuno se non da chi ne appartiene) in giro per il mondo. Scritto dal critico scenico Graziano Graziani, diretto da Giacomo Verde e interpretato da Mariano Nieddu, col solo ausilio di una sedia e di un proiettore, l’allestimento si compone di una serie di spiegazioni (chiare) e un gran numero di curiosità su questi piccoli e originali fenomeni locali: ottimo per essere fatto nelle scuole, un po’ meno per il teatro.

La seconda messinscena è stata Cuore di Alessio Kogoj (Teatri soffiati), ossia la storia di un uomo che crede di poter vivere bene, anche senza il proprio muscolo cardiaco. Il protagonista si esprime perfettamente senza dire una parola (pantomima, che potremmo definire la versione teatrale dei film muti), usando semplici gesti quotidiani che si fanno sempre più deboli e stanchi man mano che i giorni passano.

Di Dreams of dreams (del gruppo Officine Montecristo) c’è ben poco, paradossalmente, da dire: un’armonica rappresentazione di un sogno! Senza parole e solo con le straordinarie le musiche eseguite da Francesco Leineri che, da solo ha prodotto più suoni di quanti la parte più giovane del suo pubblico abbia mai sentito in vita propria, è stato in grado di mantenere alta l’attenzione degli spettatori. Una sola nota critica allo spettacolo: evitiamo di staccare la testa ai cavalli… (scena che, va ammesso, pare aver traumatizzato più la mia generazione, di adolescenti alle soglie dell’età adulta, che i bambini più piccoli…).

E dopo due spettacoli muti, ecco la voce scoppiettante di Irina Lorandi in Rose nell’insalata (produzione Schedia Teatro) non è che un toccasana. Se il teatro per bambini fosse una ricetta, di questa esibizione diremmo che usa gli ingredienti più giusti: allegria e giochi “interattivi” con un telo su cui sono proiettate immagini. Cosa può volere di più un bambino?

Terra Matta (1918-1943) con Stefano Panzeri è definibile con una sola parola: straordinario! Si tratta della storia tratta dalla autobiografia di Vincenzo Rabito, bracciante semianalfabeta siciliano, che racconta la propria vita, i propri amori, le proprie speranze e la storia di questo Paese (che rende il suo racconto quello di ognuno di noi) in maniera semplice e ironica. Alla fine della rappresentazione rimangono addosso due sensazioni: il rimpianto per non aver visto lo spettacolo sulla prima parte della sua vita e il desiderio di voler vedere la terza, nonché ultima, porzione.

La prima proposta di domenica 26 è stata I musicanti di Brema, un’ottima favola dei Fratelli Grimm meravigliosamente eseguita dalla compagnia Teatro dell’Orsa, che è stata  in grado di rendere di rompere la” quarta parete” e di rendere il pubblico partecipe della storia.

Sorvoliamo su Antigone. La cosa giusta (firmato da Sandro Mabellini) e su La storia di Ahmed (prodotto da CircomareTeatro). Due spettacoli che, nella migliore delle ipotesi, lasciano addosso un senso di indifferenza o, alla peggio, di irritazione. L’unica cosa che riusciamo a considerare come buona è la canzoncina su Ahmed che, come i pidocchi, rimane attaccata alle orecchie e nella testa degli spettatori.

Ultimo, ma non ultimo, è stato Bella da morir! Aida e il bambino che sognava la musica, con Sandro Fabiani e Roberta Biagiarelli (produzione Teatrolinguaggi), sull’opera lirica Aida. I due attori, con l’aiuto di un bambino preso tra il pubblico, sono stati in grado di mettere in scena non solo la trama dell’opera del maestro Giuseppe Verdi, ma anche la magia delle sue musiche! Se mi posso permettere, se l’è proprio meritata la vittoria!

Mario De Rosa

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