Vi siamo mancati?
Non ci facciamo illusioni e, caparbi come caprette tibetane (questa è per vera gente colta), rieccoci qui a battere teatri e sale, nonché a offrir qualche consiglio di visione, rigorosamente non richiesto. 
Non è vero, qualcuno ci cerca, altri ci auspicano addirittura, e noi arlecchini, gente balorda ma di buon cuore, ritorniamo alla carica, giusto pochi giorni prima delle feste natalizie. 
Bando alle ciance, ché la settimana si annuncia intensa.

Lucca e provincia –  Da Solfrizzi a Imparato, passando per Tiezzi (e Argentero)

Settimana un po’ pop (ma non porno) per la provincia lucchese, con spettacoli (quasi) ogni sera. S’inizia nel giorno del riposo dei barbieri, lunedì 10, in quel di Pietrasanta (Comunale): arriva Emilio Solfrizzi con A testa in giù, di Florian Zeller per la regia di Gioele Dix. Ideale per svagarsi. 
Forse più impegnativo il martedì di Altopascio (Puccini) con la narrazione in musica Oceano… nella vita di J.S. Bach, protagonista Annamaria Guerrini: ne sappiamo poco, ma prevediamo il pienone. 
Teatro d’arte all’Olivo di Camaiore, nella sera di mercoledì 12La signorina Else, testo di Schnitzler nella rilettura allestita, un paio di stagioni fa, da Sandro LombardiFabrizio Sinisi e Federico Tiezzi, in scena Lucrezia Guidone e Martino D’Amico. Se siete nei paraggi, o non l’avete ancora visto, può valer la pena recuperarlo.
Spostandoci dalla Versilia alla Mediavalle, il fine settimana si apre con Luca Argentero, in scena al Teatro dei Differenti di Barga con il suo È questa la vita che sognavo da bambino?, in cui ci racconta le storie di tre «grandi personaggi dalle vite straordinarie, che hanno inciso profondamente nella società, nella storia e nella loro disciplina». Doppia occasione per vederlo, venerdì 14, alle 18 o alle 21 (nemmeno noi vi impediremo di fare il bis, se proprio ci tenete).
Si approda, infine, a Lucca, ché al Giglio prosegue la stagione di prosa: dopo il debutto di Ultimo Chisciotte (presto ne parleremo), è il turno di un grande classico del teatro di Eduardo,
Questi fantasmi!. La regia è di Marco Tullio Giordana, mentre Gianfelice Imparato veste i panni del protagonista, l’anima in pena Pasquale Lojacono. Nomi di grande calibro per un testo di indubbia qualità: qualche arlecchino sarà sicuramente tra il pubblico in una delle tre repliche, da venerdì a domenica.

Pisa e provincia – Tra vizi e rimorsi spuntano Latini, Omini, e Borghesi(ni)

Settimana densa anche nel pisano, con la provincia in frenetica attività. Unico appuntamento che sfugge all’affollamento del week-end è quello al Teatro Francesco di Bartolo di Buti, sulle cui assi andrà in scena Roberto Latini con il suo recente Cantico dei Cantici (martedì 11): nulla da aggiungere, per una delle personalità più interessanti della scena contemporanea. Anzi no: vi agevoliamo la recensione di Marco Magurno, ma tante altre ne troverete, su questi schermi.
Con un salto nel tempo e nello spazio, troviamo Gli Omini a San Miniato (cioè Corazzano, ma siamo lì): venerdì 14 sabato 15, al Teatrino dei Fondi, proporanno Cani da tartufo, uno spettacolo unico che è il risulato di due settimane di residenza e lavoro proprio nel borgo toscano famoso per i pregiatissimi tuberacei (nessun riferimento, però, a Molière). Conoscendo la compagnia pistoiese, consigliamo al buio di andare: chissà che non scorgiate un arlecchino tra di voi (o dentro di voi). 
Nella campagna profonda (con rispetto parlando), segnaliamo la proposta, sempre venerdì, del Teatro dei Coraggiosi di Pomarance: in scena Ho un vizio al cuore, regia di Francesco Cortoni che, a partire dai personaggi di I tre atti unici di Ĉechov, si chiede «E se fossimo noi quei personaggi a metà, in bianco e nero?». Ancora tra le colline pisane, sabato 15, la compagnia Borgobonò porta in scena In ogni caso nessun rimorso, al Teatro Persio Flacco di Volterra. Un percorso nell’anarchismo a cavallo tra XIX e XX secolo, per la regia di Mauro Pasqualini. Siamo intrigati.
Se, invece, siete dei topi di città e tutte queste proposte vi sembrano troppo fuori mano, tra sabato e domenica potrete adagiarvi nelle comode poltrone del Teatro Verdi di Pisa per Un borghese piccolo piccolo: Massimo Dapporto è il protagonista dello spettacolo curato da Fabrizio Coniglio, adattamento dell’omonimo romanzo di Vincenzo Cerami (reso celebre dal film di Monicelli). Anche qua, ci piacerebbe raccontarvi.

Oltreconfine & lirica – Firenze e Prato

Per i più intrepidi, esploriamo anche alcune delle proposte più seducenti al di fuori del confine arlecchino: da martedì a domenica, al Teatro Fabbrichino di Prato, non mancheranno le occasioni per vedere Sicilia, racconto del viaggio di Clyde Chabot alla ricerca dei suoi antenati isolani (come sempre a Prato, occhio agli orari!). Sempre in zona, nella Sala Banti di Montemurlo, andrà in scena, giovedì sera, Vero su bianco di Riccardo Goretti: consigliato, anche se Igor Vazzaz, nella sua recensione, attribuì un «arlecchino sdraioni», per citare testualmente l’artista.
Alla Pergola di Firenze, da mercoledì domenica, repliche quotidiane per La tragedia del vendicatore, testo di Thomas Middleton per la regia di Declan Donnellan. Restando in territorio fiorentino, al Teatro Studio di Scandicci doppia replica (venerdì e sabato) per Nel labirinto. Discorso sul mito, percorso di e con Vittorio Continelli all’origine delle narrazioni europee.
Infine, sul fronte (quasi) lirico segnaliamo, al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, la produzione di West Side Story diretta da Francesco Lanzillotta per la regia di Federico Bellone: da giovedì 13 a sabato 22, dieci repliche per non perdere quel peculiare capolavoro di Leonard Bernstein (di cui ricorre il centenario della nascita). 

Ebbene, è tutto (forse anche troppo) per questi primi consigliazzi dopo il lungo riposo.
Anzi no.
Aggiornamento dell’ultim’ora per quanto concerne Pistoia, giacché al Funaro, nelle sere di venerdì sabato, torna uno spettacolo e una compagnia cui siamo piuttosto legati: parliamo del Teatro Del Carretto e del suo Pinocchio, spettacolo che venne visto e recensito dal Vazzaz in una remota epoca pre-arlecchina, e che rappresenta, comunque, uno dei titoli “forti” per un gruppo di cui presto torneremo a parlare.

Come al solito vi rimandiamo al nostro Calendazzo, segnalandovi che stiamo lavorando per renderlo ancora più prodigioso: se trovate qualche errore o mancanza, vogliateci bene come se noi ne volessimo a voi.

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