Siamo cocciuti, ripetitivi e, pur sapendo di giocarci parte della (scarsa?) simpatia riscossa presso gli uffici stampa, dobbiamo ribadire che cedere quasi totalmente il campo delle feste natalizie al cinema (e che cinema) è, da parte dei teatri, una scelta priva di senso. 
Il teatro nasce con la festa, da che mondo è mondo, ed è in stretta relazione con un’alternativa organizzazione del tempo e dello spazio. Ma pure lasciando in un canto l’antropologia culturale (non si dovrebbe mai farlo, ma vi veniamo incontro), pure ragionando terra terra, non vediamo il motivo per cui gli spazi scenici non debbano comportarsi come tutti gli altri fornitori di intrattenimento (storcete il naso quanto vi pare) e servizio culturale. Eppure, con qualche eccezione nelle grandi città (Firenze la è, per vocazione e rango, al di là delle dimensioni effettive), il teatro natalizio è un vero piangere, se si esclude qualche occasioncina, pure gustosa, intorno a San Silvestro. L’ha capito pure il calcio (ed è tutto dire), ma i teatranti (in senso lato) son duri d’orecchio, da questo punto di vista. Occhio al Calendazzo e vediamo cosa c’è nelle prossime due settimane. Sino a Befana, dunque.

Lucca e provincia –  Befana a Viareggio, con Massimo Dapporto

Silenzio assoluto, tra panettoni, pandori e tentativi di cucina che evitiamo d’immaginare. Esaurite le feste, il teatro della provincia di Lucca si limita a un’occasione, di cui speriamo di parlarvi presto (pare che un arlecchino abbia sguardato l’allestimento nella sua recente sosta pisana): infatti, Un borghese piccolo piccolo, testo di Vincenzo Cerami, protagonista Massimo Dapporto, adattamento e regia di Fabrizio Coniglio, calcherà le tavole del Teatro Jenco, spazio sito in Darsena e che trova, quest’anno, una nuova vita. Evviva.

Pisa e provincia – Tutto dipende dal K

Più nutrita l’offerta, tra Natale e Capodanno, della provincia pisana: buona parte del merito è, comunque, di Andrea Kaemmerle, attore, comico, clown, organizzatore, un artista che si fa in mille per vivacizzare una scena, spesso perdendo un po’ i pezzi per strada, ma ancor più spesso con un innegabile successo. 
Venerdì 28, a Casciana Terme (Teatro Verdi), sarà la compagnia Scenica Frammenti di Loris Seghizzi a portare un dichiarato riadattamento pucciniano, ossia Ma’am Butterfly. Lasciamo la parola alla scheda spettacolo, perché non abbiamo ulteriori elementi in addizione.
Si passa, così, al veglione di fine anno, lunedì 31 dicembre: rimanendo a Casciana, troviamo quello che immaginiamo essere un bel lavoro, molto, molto divertente dal titolo, che è un programma, ossia Sorellamen, la vera storia di tre sorelle finte; l’idea è ovviamente del K, mentre in scena troveremo le pazze Valentina Grigò, Irene RamettaAdelaide Vitolo scortate dal solo Emiliano Benassai. Perché no?
Contemporaneamente, al Teatro delle Sfide di Bientina, Amerikaos (Perché andammo via): firma e presenzia il già evocato Kaemmerle (non è ancora ubiquo, ma si sta attrezzando), per un lavoro che sappiamo essere un giusto adattamento all’uopo di Balkanikaos, spettacolo storico dell’artista che abbiamo pure recensito qui. Insomma, noi ve l’abbiamo detto.

Oltreconfine – Firenze e (quasi) solo Firenze

Prima di inoltrarci tra le proposte della città gigliata, un’altra chiosa sansilvestrina: non è teatro, ma ci incuriosisce L’ultima cena che Riccardo Goretti, sprezzante dei possibili richiami pasquali, imbastirà a mo’ di game presso l’Agriturismo Podere Borsano di Vernio, nella provincia pratese. Ecco.
Veniamo, dunque, a Florentia: a cavallo di capodanno, troviamo Emilio Solfrizzi alla Pergola con A testa in giù, testo di Florian Zeller, da giovedì 27 dicembremercoledì 2 gennaio. Allestimento “di giro”, toccherà pure Lucca nelle prossime settimane, ma non è che ci attragga troppo, personalmente. Già meglio la proposta, in odor di vernacolo, del Teatro Niccolini che, da giovedì 27 ma sino a domenica 6 gennaio, propone L’acqua cheta, uno tra i migliori testi di Augusto Novelli, portato in scena da La Compagnia delle Seggiole, di cui, colpa nostra, nulla sappiamo. Ma ve lo consigliamo. 
Infine, la doppia (e complimenti sinceri per questo) del Teatro di Rifredi che, tra venerdì 28lunedì 31 compreso, offre i pazzi scatenati di Yllana, clown iberici già visti da quelle parti (vengono ogni anno) e che, a ‘sto giro, mettono in scena il loro esilarantissimo Chefs. Sulla qualità della proposta, sentiamo di esporci tranquillamente, dicendo che si tratta di clownerie contemporanea adatta a ogni tipo di pubblico, dai grandi ai piccini. Magari ci faremo un salto, ricordando pure che ne scrivemmo, tempo fa, su altra testata.
Inoltre, da giovedì 3 a domenica 6 (proseguendo pure la settimana successiva da giovedì 10 a domenica 13), versione teatrale di La briscola in cinque, già fortunatissimo romanzo del pisano Marco Malvaldi (ricordiamo la versione televisiva con Alessandro Benvenuti e l’amico Massimo Paganelli, organizzatore e “inventore” di Armunia riciclatosi attore una volta in pensione), adattato e diretto per l’occasione da Andrea Bruno Savelli con Sergio Forconi nei panni del protagonista. Lavoro “di compagnia” che vorremmo davvero raccontarvi, al di là del fatto che, quando leggemmo il romanzo, faticammo un po’ a comprendere i motivi del plenario successo in termini di pubblico e critica. Ma questo è un altro discorso.

Questo è (forse) quanto.
E vi facciamo gli auguri, per un periodo festivo di profonda origine europea che, a prescindere dal marketing (sempre ipocrita) e dai connessi religiosi (ehm), rappresenta, per clima e ore di luce diaria, un’occasione di integrazione: dati i motivi appena elencati, si sta in casa, e quindi in famiglia. E, quindi, chi è integrato sta senza dubbio bene, anzi meglio, e chi, per mille e mille motivi, non lo è o non lo può essere, starà peggio, perché il Natale funziona così, da amplificatore emotivo, per la felicità di chi ci ha scritto “intorno” (su tutti, il “nostro” Benvenuti con il primo capitolo dei Gori).
Rammentatelo, quando leggerete delle tragedie domestiche dei prossimi giorni.
Buon Natale.

 

 

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