Dopo la buona ripartenza di sette giorni fa, ecco subito una settimanella piuttosto scarica, specialmente per quel che concerne la nostra principale provincia di presidio.
Puntata dunque unica, a questo giro, con spettacoli collocati prevalentemente nel week-end, e nelle province altre.

Dal nostro punto di vista, l’appuntamento clou è senz’altro il debutto in prima nazionale di Circolo polare artico, nuova trilogia per Gli Omini (rammentiamo quella ferroviaria del Progetto T, di cui abbiamo parlato a più riprese: qui, qui e qui, mancando d’analizzare l’ultimo capitolo, pregevolissimo, visto comunque ad Altopascio lo scorso febbraio): da venerdìdomenica, sarà il Funaro di Pistoia a ospitare il primo episodio della nuova creazione del gruppo (Episodio uno: prove di resistenza), per un tris che troverà compimento tra novembre (Episodio due: la bufera, al Bolognini) e febbraio 2020 (Episodio tre: la vergine fredda). I presupposti, dal poco che abbiamo letto, ci paiono interessanti: abbandonata, per una volta, la prospettiva del teatro d’inchiesta minimalista (nostra arbitrarissima definizione per indicare le loro indagini svolte tra la gente comune, tratte poi in scena, secondo canoni profondamente teatrali), Sarteanesi, Zacchini e Mariotti si rivolgono a un particolare tipo di letteratura, il reportage avventuroso, addentrandosi tra le pagine dell’antropologo danese Jørn Riel, mettendone in scena alcuni skrøner, «storielle, aneddoti, cronache buffe, racconti di minuta leggendarietà quotidiana, verità che sembrano menzogne e menzogne che diventano verità». Che dire? Consigliamo vivissimamente.

Sempre in quel di Pistoia, ma dalle parti del Bolognini, dietro piazza del Duomo, un’altra prima nazionale (nel pomeriggio di domenica), vale a dire Padiglione 6, lavoro di riscrittura e direzione da parte del bravo Roberto Valerio che si cimenta con Anton Čechov, in un lavoro che vede gli interpreti Martino D’Amico, Luigi Di Pietro e Carlo Di Maio, affiancati «dagli allievi attori under30 diplomati all’Accademia Professionale di Recitazione Ludwig – Roma: Jacopo Angelini, Paolo Oppedisano,Pietro Cerasaro, Rosario Buglione, Davide Locci».
Si tratta del risultato di un lungo laboratorio teatrale (60 giorni), per un lavoro che ci ricorda, da un certo punto di vista, quello che vedemmo tre anni or sono, sempre a Pistoia (ma al Manzoni), ossia La tragedia di Riccardo III per la regia di Renata Palminiello (ne parlammo, a suo tempo). Che dire? L’ipotesi di una bella doppietta Valerio-Omini ci pare più che allettante. Brava Pistoia. Ah, giusto: Padiglione 6 avrà un bel po’ di repliche, sino al 31 ottobre (guardate il Calendazzo, testoni).

Ultimi sprazzi di Utopia del Buongusto, sulla costa: infatti, Amerikaos (Perché andammo via), spettacolo omnibus e “gemello” del mitico Balcanikaos, autore e protagonista il sempre apprezzabilissimo Andrea Kaemmerle (lo sosteniamo da anni, e non perché ci abbiamo più di recente collaborato; provare per credere). In scena lui, il miglior finto slavo delle nostre scene, scortato da tre musicisti (Roberto Cecchetti al violino,
Marco Vanni al sax, con Luca Guidi che suona chitarra e ukulele): il tutto, a Livorno, nello spazio del Nuovo Teatro delle Commedie, sabato 19.

Inizia a scaldare i motori anche la lirica:il Teatro del Giglio di Lucca, con la nuova produzione di Tosca inaugura in un colpo solo stagione lirica e rassegna Lucca Puccini Days. La regia dell’opera è firmata da Ivan Stefanutti, già reduce da diversi successi nel teatro lucchese (ultimo dei quali la Fanciulla del West due anni or sono), mentre sul podio troveremo Marco Guidarini, che gli spettatori più attenti ricorderanno dall’apertura di stagione dell’anno scorso, un dittico pucciniano di cui vi raccontammo. Protagonisti Daria Masiero, Enrique Ferrer e Leo An: in questo caso non saremo noi a dirvi chi ha già calcato il palcoscenico del Giglio. L’opera non ha bisogno di presentazioni, il compositore ancora meno: val la pena, però, ricordare che è il titolo di apertura della prossima stagione alla Scala di Milano, quindi quella lucchese è una buona occasione per rinfrescare la memoria in vista del 7 dicembre. Forse avremo occasione di raccontarvi, ma le voci parlano di un teatro strapieno.

Intanto, sempre sul fronte lirico, sabato 19 arriva al Teatro Pacini di Pescia L’empio punito. Questa nuova produzione, per la regia di Jacopo Spirei, è la prima a mettere in scena in epoca moderna un’esecuzione integrale dell’opera di Alessandro Melani. Ci siamo persi, con molto dispiacere, il debutto al Teatro Verdi la settimana scorsa, ma non possiamo che consigliare questo appuntamento, anche solo per la grande qualità dell’orchestra barocca Auser Musici diretta da Carlo Ipata. A margine, non possiamo che apprezzare la scelta di riportare alla luce un’opera dimenticata, nonché la collaborazione tra due teatri per rendere sostenibile questo sforzo non da poco.

In chiusura riportiamo la segnalazione di due spettacoli messi in scena dalla compagnia Teatro Labile, che nella chiesa di Sant’Andrea a Pisa (praticamente accanto al succitato Teatro Verdi) propone due appuntamenti. Il primo, venerdì 18, con Tradimenti di Harold Pinter, forse il testo più classico del drammaturgo inglese (vi parlammo dell’allestimento firmato da Michele Placido con, tra gli altri, Ambra Angolini). Domenica 20, invece, sarà il turno di Arte: anche il recente dramma della francese Yasmina Reza ha goduto di allestimenti sul circuto dei grandi teatri, questa è l’occasione per vederlo in una veste più essenziale. Entrambi gli spettacoli sono curati da Luca Tessieri alla regia e andranno in scena alle 21.15.

Ultima raccomandazione: tenetevi liberi da venerdì 18 (fino a dicembre), data di inizio della rassegna “Wonder Women“, che si svolgerà tra SPAM! a Porcari, il Teatro San Girolamo e la Chiesa di San Matteo a Lucca e di cui ancora non sappiamo dirvi altro.

Seguiteci, con giudizio.

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