Ci aspetta una gran bella settimana, ricchissima di appuntamenti, in una sorta di rush pre-natalizio, giacché (apparecchiatevi al consueto pippone in tema) i teatranti, in periodo di Natività, ci tengono tanto a distinguersi da camerieri, baristi e tutti i restanti lavoratori in servizio in giorni e periodi festivi.
Appoggiati al provvido Calendazzo, vediamo cosa c’è in giro, e non solo in Lucchesia.

Provincia di Lucca – Donne fantastiche e luoghi (non troppo) lontani

Prosegue imperterrita la rassegna WW Wonder Women, organizzata da SPAM!: primo appuntamento, lunedì 25 novembre, al Teatro San Girolamo di Lucca; di scena l’attrice Lucia Mascino, protagonista del monologo Smarrimento scritto e diretto da Lucia Calamaro. Occasione ghiotta: la drammaturga è, ormai, una delle firme più importanti del teatro contemporaneo italiano (pensiamo a La vita ferma, di cui scrivemmo), insignita a varie riprese di premi Ubi, e il suo penultimo lavoro (Si nota all’imbrunire) sarà pure ospite del Giglio, a fine stagione. A dire il vero, si deve riconoscere all’associazione di Roberto Castello d’aver già programmato Calamaro in zona: nel dicembre 2012, per la rassegna The Times They Are A-Changin’, a Ponte a Moriano andò in scena L’origine del mondo, ritratto di un interno. Al di là dei premi e degli ipse dixit, pensiamo che sia proprio il caso di andare a vedere.
Non solo: sabato 30, in quel di Porcari (SPAM!), torna un lavoro a firma Abbondanza/Bertoni, vale a dire La morte e la fanciulla, dichiaratamente correlato (ma non solo) all’omonima composizione di Franz Schubert. Si legge: «abbiamo seguito il tema della morte accompagnata a giovani figure femminili sul crinale di un confine oscuro tra sessualità e morte; nello spettacolo questi due aspetti sono così distinti: piano coreografico (la fanciulla) e piano video (la morte)». Proveremo a parlarvene.

Martedì 26, apertura stagionale in quel di Camaiore (Teatro dell’Olivo): direttamente dal Premio Inbox 2019, ecco Davide Marranchelli con il suo Così lontano così Ticino. Appassionati frequentatori dell’omonimo cantone elvetico, titolo e presentazione c’incuriosiscono assai: «Trentamila erano, a metà degli anni Settanta, i bambini italiani clandestini in Svizzera, costretti a seguire i genitori lavoratori stagionali. Due di loro sono i protagonisti di questa commedia grigio/nera, cresciuti in una situazione di disagio, senza poter vedere la luce del sole, studiare, giocare come i loro coetanei, ancora da adulti incapaci di conoscere i loro sentimenti e quelli altrui, tormentati da profonde paure, da un folle desiderio di rivalsa verso una Svizzera che non li voleva e che non li vuole ancora oggi. Cosa fare per vendicarsi, per dare un segnale forte, segnare una volta per tutte l’animo e l’opinione pubblica Svizzera? Rapire Mina, ecco la soluzione. Mina, la tigre di Cremona. Nata a Busto Arsizio. Residente a Lugano. Riportarla a casa, come la Monna Lisa. Così lontano, così Ticino è il racconto di una follia che diventa realtà, in cui i temi dell’emigrazione italiana in Svizzera, passata e presente, sono trattati in chiave tragicomica attraverso le gesta di due strampalati meccanici». Ci è venuta in mente una bellissima, quanto misconosciuta, canzone di Alberto D’Amico, dal titolo Ballata dell’emigrazione: a tale proposito, consigliamo l’ascolto della meravigliosa versione proposta dal gruppo toscano Vincanto, tra i cui componenti figura l'(ex)arlecchino Alessandro Cei. Siamo ufficialmente incuriositi.

Ultimo appuntamento quasi teatrale, venerdì 29, con la serie di incontri Conversazioni in San Francesco: all’interno della Chiesa di San Giovanni, ecco una conferenza-spettacolo di e con Ezio Mauro, noto giornalista e per anni direttore del quotidiano La Repubblica; il titolo è Berlino, cronache del muro, il tema ve lo potete immaginare. Siamo dalle parti dello storytelling (aaaargh! l’abbiamo scritto), nel bene e nel male: magari, in questo caso, l’operatore dell’informazione ricorderà d’essere tale, e non penserà d’essere un attore. Saremo altrove, ma un arlecchino potrebbe comunque insinuarsi.

Pisano – Dal Medioriente alla Sardegna, passando per Svizzera e URSS

Ci ha colpito il titolo dell’iniziativa, non strettamente o limitatamente scenica, che, da mercoledì 27 novembre a domenica 1 dicembre, si terrà a Volterra, in vari punti della città: si tratta del Festival Teatro di nascosto, una serie di performance varie all’insegna del teatro reportage (dalla musica dal vivo alla proiezione di filmati sino allo spettacolo teatrale vero e proprio) che porteranno, nel borgo della provincia pisana, dirette testimonianze dai territori in conflitto del Medioriente. Non sappiamo niente di più che non si possa trovare al link già fornito e, dunque, evitiamo di fingerci saputi; magari potremmo fare un salto.

Torna in scena La panne, bellissimo spettacolo di e con Valentina Bischi, costruito su uno dei più bei testi del drammaturgo elvetico Friedrich Dürrenmatt: l’appuntamento è per venerdì sera, a Calci, in un posto che ci descrivono come stranissimo e, per questo, assai meritevole di visita; si tratta di Il Fondo Lab, uno spazio creativo, letteralmente d’invenzione, dato che ci assicurano circa la presenza di una serie di robot di costruzione artigianale. Come resistere? Di questo lavoro abbiamo parlato tempo addietro; peraltro, a proposito di Bischi, pubblicheremo presto un’altra recensione, per accompagnare meglio l’intenso periodo di attività dell’attrice, in queste settimane.

Bell’appuntamento, sabato 30 e domenica 1, a Pontedera (Teatro Era): arriva la compagnia sarda Teatropersona, assurta agli onori delle cronache teatrali per Macbettu, che porterà in scena L’ombra della sera, lavoro scritto e diretto da Alessandro Serra, con in scena la sola Chiara Michelini. Si tratta di uno spettacolo assai ambizioso, ispirato alla vita e all’opera dell’artista Alberto Giacometti (svizzero lui pure…), il cui universo viene «evocato con un racconto silenzioso ed essenziale, fatto di immagini e movimento […]. Sarà un ritratto dal vivo». Questo ci basta per essere interessati.

Stessi giorni, sabato 30 e domenica 1, ma a Pisa (Teatro Verdi): arriva Il maestro e Margherita, ispirato al celebre romanzo di Michail Bulgakov, riadattato da Letizia Russo, per la regia di Andrea Baracco. In scena, Michele Riondino Federica Rosellini, assieme ad Anna Maria Guarnieri, ma pure a un composito gruppo di attori (Giordano Agrusta, Carolina Balucani, Caterina Fiocchetti, Dario Iubatti, Michele Nani, Francesco Bolo Rossini, Diego Sepe, Oskar Winiarski). Spulciando in locandina, vediamo che le musiche sono di Giacomo Vezzani, attore del Teatro Del Carretto, da qualche anno attivo sia come regista sia come compositore. Bene.
Il sabato, alle 18, chi ne avrà voglia, potrà pure partecipare a un incontro con la compagnia, coordinato da un arlecchino. A Pisa, succedono pure queste cose.

Infine, segnaliamo i primi due appuntamenti della nuova stagione di Teatro Liquido. Sabato a Casciana Terme (Teatro Verdi) vedremo Italian Opera Florence alle prese con tre atti unici: due prime nazionali, musica libretto e regia di David Boldrini, Il formaggio, L’amante e la Cavalleria rusticana del compositore livornese (sempre diretta da Boldrini); mentre domenica a Bientina (Teatro delle sfide) in orario pomeridiano, uno spettacolo per grandi e piccoli che vede protagonista il mimo e artista di strada Said Fekri con Said comedy family show.

Oltreconfine − Tra debutti e ritorni

Fuori sede, come se non bastasse, c’è davvero di tutto: da giovedì 28 a domenica 1, al Fabbricone di Prato, prima assoluta di un’Antigone che, per questioni di locandina, si segnala quale appuntamento imperdibile. Vediamo affastellati, giust’appunto, i nomi di Massimiliano Civica, Oscar De SummaMonica Demuru, Monica Piseddu (fresca di Premio Duse), Francesco Rotelli e Marcello Sambati. Quale sia il riferimento principale è evidente, e pur non essendo dei groupies (si userà, al maschile) del pluripremiato regista e drammaturgo reatino, l’idea di tradurre e riadattare il grandioso testo sofocleo ci pare, sempre e comunque, interessante. Il fatto che sulle locandine digitali campeggi il faccione barbuto di Civica ci fa un po’ ridere (mica per altro, Antigone sarebbe una donna), ma fa niente. Meditiamo di andare.

Doppia proposta scenica, invece, a Pistoia: appuntamento unico, la sera di venerdì 29, al Funaro, dove arriva Davide Enia con il monologo L’abisso, tratto dal suo romanzo Appunti per un naufragio, pubblicato da Sellerio. «un mosaico di questo tempo presente, raccontando la crisi, le angosce, le speranze e i traumi che affiorano di fronte alla tragedia contemporanea degli sbarchi sulle coste del Mediterraneo. L’attore palermitano utilizza il gesto e il canto per dar voce ai testimoni diretti: i pescatori, il personale della Guardia Costiera, i residenti, i medici, i volontari e i sommozzatori. In un serrato dialogo con i veri protagonisti che vivono Lampedusa, divenuta non soltanto il punto di incontro tra geografie e culture differenti, nasce L’Abisso, uno spettacolo-testimonianza sul mondo come l’abbiamo conosciuto fino a oggi e quello che potrà essere domani». Non dubitiamo che possa valere la pena.
Segnaliamo pure che nella stessa città, da venerdì 29 a domenica 1, il Teatro Manzoni ospiterà L’onore perduto di Katharina Blum, tratto da Heinrich Böll, per la regia di Franco Però, con Elena Radonicich e Peppino Mazzotta. Una sorta di giallo in scena, con svariati annessi e protagonisti ben noti al pubblico.

Con piacere segnaliamo che, sabato 30, al Nuovo Teatro delle Commedie di Livorno, andrà di scena IDONTWANNAFORGET, ultimo lavoro dell’attrice (e amica di Arlecchino) Marina Romondia, affiancata in scena (e alla scrittura) da Francesco Bressan: la presentazione, franta e ambivalente, parla di una storia che non è (ancora) finita, forse neppure iniziata, di due attori che danno, per lungo tempo, le spalle al pubblico. Ingredienti che possono senz’altro incuriosire: noi, forti del bel ricordo costituito da Rien ne va plus, monologo di Romondia recensito su questi schermi (la foto è di quel lavoro), vi diciamo di andare.

In chiusura una piccola segnalazione su due eventi quasi concertistici, genere di cui non ci occupiamo sennò, come si dice, non si arriva più (e voi non arrivereste alla fine del pezzo). Il primo è Saluterò di nuovo il sole – Donne indipendenti nella lirica, spettacolo lirico-teatrale per solisti e che vede la scrittura e la partecipazione in scena di Nicola Fanucchi: se vi interessa lo trovate il 29 novembre alle 21.15 nella Sala Spettacolo Dino Formichini a Collesalvetti. L’altro, sabato 30, ci porta nella più consueta sala del Teatro del Giglio a Lucca, dove sarà presentato Figure del femminino nel melodramma ottocentesco, per la regia di Emiliana Paoli e le coreografie di Elisa Giovannelli. Due esperimenti a metà tra concerto per solisti e realizzazione scenica che ci incuriosiscono non poco. Ci colpisce pure l’attenzione a un certo sguardo sul femminile nel teatro lirico. Un arlecchino che si è occupato di questo ambito, in preda a un delirio di egocentrismo, potrebbe rivendicare un ruolo nell’esplosione di questo tema: in realtà, pubblicazioni che hanno avuto ben più ampia circolazione, insieme ad altri sforzi divulgativi fatti dagli studi di genere in musicologia, hanno preparato un terreno fertile per questo tipo di operazioni. Vedremo i frutti e, forse, ve ne parleremo.

Non vi basta?
Buone visioni.

 

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