E dunque? Tutto bene? Siete ancora vivi?
Non vogliatecene, e non includeteci obtorto collo tra i sottovalutatori del rischio, anzi, posto che l’attenzione all’igiene e la cura nel lavarsi le mani è qualcosa che non ci pareva dovesse necessitare peculiari puntualizzazioni. Non ridendo e non scherzando, chi si occupa di teatro come gli arlecchini ha saggiato con mano quanto il comparto sia in sé fragilissimo, giacché in poche ore di allerta coronavirus sono state migliaia, a livello nazionale, le repliche saltate, con danni economici ingenti, quasi sempre sulle spalle degli addetti più deboli, attori inclusi.
Di aneddoti esemplificativi quanto poco edificanti ce ne sarebbero (proprietari di case offerte su Airbnb che provano a rifiutare ospitalità a persone provenienti dalla Lombardia…), ma pure qualche dettaglio gustoso, come la replica di Tartufo vista a Pietrasanta giovedì scorso, in un Teatro Comunale sanissimo e in cui non è volato neppure mezzo colpo di tosse; i malati o supposti tali, impauriti, erano rimasti a casa.
Augurandoci vivamente che la situazione generale si avvii a una normalità pure più felice e consapevole rispetto al primo periodo di gestione dell’allarme per il Covid-19, vediamo cosa si può vedere in questi giorni.

Lucca e provincia – Risate, di qualità, e narrazione

Si parte subito anche a questo giro: lunedì 2, alle Scuderie Granducali di Seravezza, uno spettacolo che conosciamo e amiamo assai, cioè Sandokan o la fine dell’avventura dei Sacchi di Sabbia. Lo vedemmo al debutto, dodici anni fa in epoca pre-arlecchina, restandone ammirati, divertiti e, soprattutto, scrivendone, cosa replicata anche dopo aver dato vita al presente e insostituibile sito. I quattro attorno al tavolo che sminuzzando ortaggi e raccontano/interpretano le storie salgariane della Tigre di Mompracen sono un autentico must per chi voglia assistere a uno spettacolo teatrale bello, divertentissimo e dalla rara coscienza scenica. Più di così, che cosa si vuole?
Peraltro, la settimana di Giovanni Guerrieri, Giulia Gallo (i due hanno firmato recentemente la regia di Chi ruba un piede è fortunato in amore: ve ne abbiamo parlato), Gabriele Carli ed Enzo Illano è particolarmente consacrata alla Versilia, giacché, venerdì 6 con Dialoghi degli dei, il gruppo inaugurerà la consueta stagioncina di Forte dei Marmi, presso l’Auditorium Guidi. Pure in questo caso, non perdete l’occasione di vedere un loro spettacolo, peraltro anch’esso già recensito da queste parti.

Ancora Versilia, giovedì 5, ancora uno spettacolo comico: al Comunale di Pietrasanta, infatti, sarà di scena il poliedrico Rocco Papaleo, che presenta Coast to coast, tentativo di un teatro «capace di divertire e al tempo stesso emozionare. Uno show come un diario da sfogliare a caso, fatto di pensieri sparsi, brevi annotazioni e rime lasciate in sospeso che si fanno parole in musica, in un riuscito esperimento di teatro-canzone, con un occhio a Gaber e uno alla Basilicata». Impossibile non pensare al lungometraggio firmato dallo stesso attore nel 2010, Basilicata coast to coast, così come alle altre esperienze dell’artista, sempre a cavallo tra teatro e musica. Siamo davvero tentati, anche per il sincero desiderio di trovare qualcuno che sia in grado di cimentarsi col repertorio di Gaber in maniera libera, efficace e, soprattutto, onesta. Hai visto mai…
Nella stessa sera, ma dall’altro lato della provincia, Che disastro di commedia, testo di Henry Lewis, Jonathan Sayer e Henry Shields per la regia Mark Bell, al Puccini di Altopascio. Ne sappiamo niente, per cui vi rimandiamo alla scheda di cui sopra; basta un click: ce la potete fare.

Si passa al week-end: venerdì 6, al Teatro dell’Olivo di Camaiore, torna in scena Lucia Poli racconta Animalesse, dopo la replica montecarlese di una settimana fa. A proposito di questa artista, rischiamo davvero di ripeterci e, sperando di poter esibire assai presto uno sguardazzo fresco fresco a proposito di questo lavoro, ci limitiamo semplicemente a consigliarvi di andare. Dateci retta, e non ve ne pentirete, suvvia.
La stessa sera, tempo di debutti e prove in provincia al Teatro Accademico in quel di Bagni di Lucca: sul palco, un comico che stimiamo assai qual è Paolo Hendel, con il suo nuovo lavoro, La giovinezza è sopravvalutata, scritto con Marco Vicari.
Il titolo già suggerisce dove andrà a parare l’arguto e glaberrimo polemista fiorentino, 68 anni compiuti il 2 gennaio, il quale, lo ammettiamo, non sempre ci ha convinto nelle ultime occasioni in cui l’abbiamo visto all’opera, pur apprezzandone sempre i modi e l’indiscutibile intelligenza. Nondimeno, si tratta di un’autentica vecchia volpe, e il piccolo tour toscano (giovedì al Nuovo Pacini di Fucecchio, la sera di domenica 8 ai Rassicurati di Montecarlo) servirà proprio per mettere efficacemente a punto questa nuova fatica.

Facciamo un passo indietro, e torniamo a sabato 7, poiché al Teatro dei Differenti, a Barga, troviamo uno spettacolo che davvero non vorremmo perdere, ossia Filò Filò, di e con Marco Paolini. Sui trascorsi tra il narrattore veneto e questa rivista, sopravvoliamo (è pure amico personale del Guru Giacomo Verde), suggerendovi di usare lo strumento di ricerca, in alto a destra. Quanto alla proposta scenica, leggiamo di «una forma magra di teatro, senza scena e senza personaggi, non una storia ma un filo di storie tenuto insieme con mestiere (quel che basta) e necessità (quella non manca)». Ancora: «Era filò nel Veneto “una veglia contadina nelle stalle durante l’inverno ma anche interminabile discorso che serve a far passare del tempo… e niente altro”, così diceva Andrea Zanzotto». Conoscendo l’artista, ci basta e avanza per suggerire di accorrere.

Pisa e provincia – Riflessioni, monologhi, poesie e altro ancora

Cominciamo con la prima nazionale di Svegliami, al Teatro Era di Pontedera, da martedì a domenica (tutte serali tranne domenica, invitiamo a controllare bene il calendazzo per evitare confusioni). Si tratta del nuovo spettacolo di Michele Santeramo, che torna a fare “soltanto” il drammaturgo dopo qualche anno che lo vediamo in scena come attore (qui, ad esempio, lo abbiamo recensito). Anche questo spettacolo, come molti altri (vedete anche qui) nasce dalla collaborazione con Roberto Bacci, che cura la regia. Vi segnaliamo, se per caso ve lo foste perso, anche il questionario arlecchino cui abbiamo sottoposto Santeramo più di due anni fa, vi lasciamo anche qualche significativa parola dalle note di regia: «Oggi il Teatro sembra sempre più ritirarsi dietro la “quarta parete” per trasformarsi in Spettacolo piuttosto che proseguire con i propri strumenti alla ricerca delle domande sull’Uomo. Svegliami vuole essere un richiamo artistico e filosofico alla tradizione dei Maestri del ‘900, una forma di resistenza nei confronti di coloro che chiedono all’arte teatrale di uniformarsi allo spirito dei tempi». Si tratta di tematiche che chiaramente ci stanno a cuore, non ci dispiacerebbe assistere.

AGGIORNAMENTO
SPETTACOLO ANNULLATO PER ALLERTA CORONA VIRUS
Saltiamo immediatamente a venerdì 6, con diversi possibili appuntamenti. Al Teatro Olimpia di Vecchiano il caro Riccardo Goretti porta il suo monologo Annunziata detta Nancy. Abbiamo qualche dubbio sul fatto che la procreazione possa definirsi «l’unico atto eroico possibile al mondo», perché l’idea che si possa esser tanto eccedenti da voler/poter «creare una vita dalla propria vita» ci inquieta profondamente, ma tant’è, il presupposto da cui si genera questo spettacolo è l’esistenza di un’eredità biologica dotata di senso in ognuno di noi, per cui il dialogo con qualunque individuo finisce per esser dialogo con una miriade di individui. Nel questionario alle cui domande lo abbiamo costretto a rispondere, Goretti ci ha detto: «Annunziata detta Nancy è il mio orgoglio (ma non lo guardate in video su youtube o su vimei vari, ché quello rende veramente solo e soltanto dal vivo!)». Noi ve lo consigliamo sulla fiducia, e speriamo di riuscire a vederlo e parlarvene.

Uno Shakespeare “tradito” alla Città del teatro di Cascina, dove Lino Musella recita i sonetti del bardo tradotti in napoletano dal prematuramente scomparso Dario Jacobelli, in L’ammore nun’è ammore. Lo accompagna il musicista Marco Vidino. Musella è un attore di noto talento, vincitore, vi ricordiamo, del premio Ubu 2019 con The night writer, di cui non abbiamo ancora avuto modo di parlarvi, nel frattempo vi lasciamo però qui una recensione di qualche anno fa su Strategie fatali, spettacolo che vedeva Musella in scena con Paolo Mazzarelli. Questo spettacolo parte insomma da ottimi presupposti, non vediamo perché non consigliarvelo.

Due interessanti eventi tra venerdì sabato al Teatro Nuovo di Pisa. Venerdì esploriamo con Serena GattiRaffaele Natale il mito di Icaro, attraverso un’interpretazione “nuova”: non un giovane tracotante che si spinge troppo in là e va incontro alla propria rovina, ma un personaggio curioso, affamato di conoscenza: «Icaro si trova nel mondo di oggi, a vivere un’altra possibilità. La società da un lato lo accoglie come un mito, dall’altra non lo capisce e lo reputa un disabile, un perdente, un sognatore. La vicenda di Icaro ci parla del giudizio della società, che condanna chi non rispetta le regole». Si tratta di una produzione di Azul Teatro, proposta affatto interessante. Il giorno seguente ci sarà invece La sposa guerra. Si tratta di uno spettacolo di Annick Emdin, in scena assieme a Francesca Angelique Orsini. Non ne sappiamo molto, quindi ci limitiamo a segnalarvelo.

Ancora sabato, al Teatro delle Sfide di BientinaTreni strettamente sorvegliati, tratto dal romanzo Bohumil Hrabal, scrittore ceco attivo soprattutto tra gli anni 60 e 70 di cui vi consigliamo caldamente la lettura (abbiamo letto giusto giusto la scorsa settimana Una solitudine troppo rumorosa, trovandolo molto affascinante, pensate voi). Negli anni 60 Treni strettamente sorvegliati fu anche portato al cinema, guadagnandosi pure un Oscar, ci chiediamo se lo spettacolo dialoghi e come con questa trasposizione, forse più nota del romanzo. A portarlo in teatro, in veste tanto di drammaturgo quanto di attore, troviamo Marco Fiorentini, che ci promette «Uno spettacolo sognante ma non rarefatto, tenero ma anche cinico e sorprendente». Siamo intrigati.

Terminiamo domenica col Teatro Verdi di Casciana Terme, dove troviamo Gaia Nanni in Gli ultimi saranno gli ultimi, spettacolo che fu scritto da Massimiliano Bbruno per Paola Cortellesi. Non conosciamo lo spettacolo, motivo per cui vi riportiamo qualche informazione dalla scheda: «Un’operaia incinta si ritrova disoccupata alla vigilia del parto. Una vicenda vissuta tutta in una note, esilarante e dissacrante, autentico capolavoro tragicomico, figlio dei nostri tempi, pronto a sorprendervi commossi e divertiti». Insomma, le occasioni per andare a teatro sono molte anche nel pisano, non barricatevi in casa, ché la cultura per crescere ha bisogno di circolare.

Oltreconfine – Due grandi occasioni, un annullamento, un’opportunità 

Anche fuori dai consueti confini la settimana scenica principia subito: da lunedì 2 a mercoledì 4, infatti, a Pistoia (Teatro Manzoni) ecco Scene da Faust, compagnia Lombardi-Tiezzi: dopo essersi confrontati con Antigone, Federico Tiezzi (regista) e Sandro Lombardi (attore) affrontano un altro mito della cultura occidentale, quello consegnatoci da Wolfgang Goethe. Molto interessante, scorrendo la locandina, il lavoro operato sul testo, collazionando più traduzioni del capolavoro originale, tessendo un percorso attraverso le versioni di Andrea Maffei (autore ottocentesco, peraltro librettista verdiano), di Franco Fortini e, ultima in ordine cronologico, di Andrea Casalegno. In scena, troviamo, ovviamente, Sandro Lombardi, affiancato da un foltissimo cast di giovani attori, risultato della collaborazione tra la compagnia e il Teatro Laboratorio della Toscana. Dire che è interessante e che ne vorremmo leggere ci suona quasi superfluo, ma poiché non diamo nulla per scontato, ve lo esplicitiamo.

Ottima, ai limiti dell’imperdibile, pure l’occasione offerta da Prato, Teatro Metastasio: tra giovedì 5 e domenica 8 sarà in scena Macbeth, le cose nascoste, regia di Carmelo Rifici. L’artista che forse più di ogni altro può dirsi allievo di Luca Ronconi è da qualche anno “ri-emigrato” a Lugano (in Ticino ha svolto sia le scuole dell’obbligo sia le medie-superiori), dove dirige quel bellissimo spazio che è il LAC (Lugano Arte Cultura): da lì arriva questa ennesima «indagine sugli archetipi dell’inconscio collettivo», lavoro che ha coinvolto addirittura un’equipe scientifica formata da due psicanalisti, un Dramaturg (Simona Gonella) a ri-filtrare la riscrittura operata dallo stesso Rifici con Angela Demattè e un cast di sette attori, tra cui citiamo Tindaro Granata. Che dire, a parte che in Svizzera hanno (ancora) i soldi e non temono d’investirli in cultura? Andateci, andiamo e vedremo di riparlarne.

Chiudiamo i consigli settimanali occupandoci di Firenze: a Villa Bardini, sono stati annullati causa allerta coronavirus anche gli appuntamenti di sabato 7 e domenica 8 per Le avventure di Pinocchio, nella fattispecie quelle con Sandro Lombardi e David Riondino; appena avremo certezze, comunicheremo quando saranno ricuperate.
In compenso, segnaliamo con favore la proposta del Teatro di Rifredi: venerdì 6 e sabato 7, nello spazio adiacente alla storica Società di Mutuo Soccorso del popolare quartiere fiorentino, ecco in I promessi sposi (ovvero: questo spettacolo non s’ha da fare), con la regia a quattro mani di Angelo Savelli Ciro Masella, a dirigere una «fresca compagine di giovani attori». Chissà se il nostro Ciro, per l’occasione, ha messo a frutto anche l’esperienza dell’analogo spettacolo diretto da Michele Sinisi, col quale è stato in tournée nelle due ultime stagioni.

Lavatevi le mani.
E andate a teatro.

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