TABELLAZZO
CosaQuintetto
ChiMarco Chevenier e qualche spettatore
Quando30/12/2016
DovePorcari (LU), SPAM!
Per quanto60 minuti
IL RESPONSO
Perché
Se fosse...Babbo Natale
...sarebbeil tuo babbo

Un quintetto anomalo quello di Marco Chenevier, di fatti, a causa dei molti tagli alla cultura il povero performer si è ritrovato ahimè solista in scena. I colleghi si sono letteralmente dileguati al sol pensiero di esibirsi per pochi euro, ma come cantava una celebre canzone The show must go on e la soluzione più papabile, più ovvia e più economica, è quella di utilizzare gli astanti.

In seguito alla richiesta di volontari, ricordando le antiche interrogazioni scolastiche, alcuni spettatori si sono lasciati convincere e, una volta scesi sulla scena, si sono messi all’opera. I tagli alle attività culturali si aggirano intorno al 35%, ma in alcune regioni a Statuto speciale la percentuale può salire sino al 80% (tutti dati che Chenevier elenca con arguta ironia nel preambolo che dà avvio allo spettacolo), è quindi con estremo cordoglio che lo sciagurato pubblico è obbligato a cimentarsi, oltre che nel ruolo di performer, nelle parti più tecniche.

Lo spettacolo è presto fatto: con l’ausilio dei volontari ritroviamo due (un bambino e un adulto) addetti all’impianto luci, due donne e una bambina come direttrici di smartphone (curatrici delle musiche da mandare durante momenti designati), quattro donne a simulare i passi e le movenze dei performer non pervenuti e infine una signora seduta nel pubblico, come contatore di tempo per poter dettare la partitura ritmica ottimale nella danza.

Chenevier racconta che la performance in questione serviva a aprire uno spettacolo di repertorio del TIDA Theatre Danse a cui lui appartiene, la cui tematica era inerente alla scienza, si ha così la nascita di Montalcini Tanz. Ideato, ispirato e dedicato a Rita Levi Montalcini (tra l’altro la serata a cui assistiamo cade proprio nell’anniversario della morte della scienziata, 30 dicembre 2012), vede l’ingresso in scena di Chenevier nei panni della neurologa, dove tra passi di danza e il monologo finale di Blade Runner instaura un legame tra coreografia e scienza. Colonna sonora dell’intera esibizione è l’insieme di brani il cui gusto e scelta sono merito delle due volontarie del pubblico: dal primo carillon (sfociato in una canzone rap di Mr Rain dall’omonimo titolo) a La cavalcata delle Valchirie di Wagner, dal rock sfrenato di Higway to Hell ai classici Sigur Rós con Hoppípolla.

Dopo la spiegazione e alcune “prove” dello spettacolo da mettere in scena, si ha l’esecuzione vera e propria; la sala Arnando Cestaro di SPAM! si presta a questo tipo di esibizione, il pubblico è come se assistesse a un saggio di parenti, comodamente seduto sulla tribuna, ridendo sadicamente agli errori dei nuovi “addetti ai lavori” e le conseguenti strizzate d’occhio del performer.

Non si nega che questo spettacolo possa creare un certo fastidio a alcune persone che svolgono veramente il lavoro teatrale, artisti che ogni giorno lottano contro i continui estenuanti tagli alla cultura, che si trovano ad assistere a una performance che non combatte contro questo sistema malato. Si sensibilizza un pubblico sulla tematica, trovando una soluzione ironica, ossia facendo “lavorare gratuitamente” chi ha già acquistato un biglietto, ma è come se si accettasse la situazione e si sminuisse un lavoro, come quello teatrale, accessibile in questo caso (con qualche istruzione) a tutti. Alcuni non sono la maggioranza, che invece ha apprezzato in pieno lo stile sarcastico della performance con quella velata critica a un certo teatro danza fatto di continue improvvisazioni sul tema.

Niente da eccepire per uno spettacolo divertente e fatto bene, basato sulla partecipazione attiva del pubblico nella sua realizzazione.

Quintetto

produzione: TIDA – Théâtre Danse
interprete: Marco Chenevier
regia e coreografia: Marco Chenevier
assistente alla regia: Smeralda Capizzi
con il sostegno del MIBACT – Ministero dei beni e delle attività culturali
e dell’Assessorato Istruzione e Cultura della Regione Valle d’Aosta
foto di Alex Brenner

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Francesca Cecconi
Da attrice a fotografa di scena per approdare alla mis en espace delle proprie critiche. Under30 precaria con una passione per la regia teatrale. Ha allestito una sua versione di Casa di bambola di Ibsen. Se fosse un’attrice: Tosca D’Aquino per somiglianza, Rossella Falk per l’eleganza, la Littizzetto per "tutto" il resto.