Riceviamo e volentieri rilanciamo:

Nasce nella città Capitale Italiana della Cultura per il 2017 il Pistoia TEATRO Festival, iniziativa dell’Associazione Teatrale Pistoiese Centro di Produzione Teatrale pensata espressamente per un anno speciale. Un’intensa settimana di appuntamenti, dal 18 al 25 giugno 2017, in cui il Festival animerà tanti spazi, anche inediti, della città, con una vivace programmazione di teatro, musica e danza contemporanei.
Quattro prime nazionali e tre prime regionali, creazioni e progetti nati per luoghi speciali, per un totale di 14 titoli, con artisti di livello nazionale e internazionale che hanno pensato a lavori appositamente per il Festival, ospitalità eccellenti, il migliore teatro toscano e un’attenzione speciale per i più giovani e per quell’intreccio tra arte e educazione che sempre più contraddistingue l’identità dell’Associazione Teatrale Pistoiese. Arricchiscono la proposta due laboratori gratuiti dedicati allo “sguardo” e al “racconto”, rivolti a giovani che abbiano voglia di immergersi nell’atmosfera del Festival e una giornata di incontro incentrata sulla storia del “Nuovo Teatro” e alle permanenze, discontinuità e metamorfosi della scena attuale, a partire dalla recente pubblicazione del volume Cento storie sul filo della memoria. Il “Nuovo Teatro” in Italia negli anni ’70 (Titivillus, 2017).
Caratterizza il Pistoia TEATRO Festival un vero e proprio dialogo con alcuni degli spazi architettonici più rilevanti di Pistoia, con i quali gli artisti si confronteranno secondo una relazione vitale e reciproca: dalla cinquecentesca Fortezza Medicea di Santa Barbara al Teatro Manzoni, dalla Villa e il Parco di Scornio all’antico prezioso Spedale del Ceppo con il suo Teatro Anatomico, costruito nel ‘700, e la piazza antistante all’elegante loggiato, adornato dal Fregio robbiano, capolavoro dell’arte rinascimentale. Tra le altre sedi di spettacolo il Piccolo Teatro Mauro Bolognini, il Funaro Centro Culturale, la Chiesa di San Michele in Cioncio, la Biblioteca Fabroniana, il centro espositivo di arte contemporanea Palazzo Fabroni e Palazzo De’ Rossi: un’articolata geografia di luoghi e territori che teatro, danza e musica invitano ora a scoprire o riscoprire, offrendo un ulteriore stimolo ad immergersi nella bellezza, discreta ma irresistibile, della città toscana.

Il Pistoia TEATRO Festival, inserito nel Dossier di Pistoia Capitale Italiana della Cultura, pur rappresentando il punto di inizio di una dimensione nuova, è anche il naturale approdo di un lavoro pluriennale che ha visto l’Associazione Teatrale Pistoiese rinnovarsi profondamente e rafforzare le proprie attività, stringendo relazioni con artisti di rilievo e consolidando i rapporti con le maggiori istituzioni pubbliche e private: il Comune di Pistoia, socio fondatore e solido sostenitore di tutte le attività del teatro, la Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, la Regione Toscana ̶ che hanno in questi anni incrementato il proprio contributo ̶ e il MiBACT, che ha riconosciuto l’ATP nel 2015 quale Centro di Produzione Teatrale.
Con l’inserimento nel cartellone di Teatri di Confine 2017 continua, inoltre, la collaborazione con Fondazione Toscana Spettacolo onlus con la quale l’ATP ha organizzato anche le quattro precedenti edizioni della rassegna dedicata al contemporaneo e di cui il Pistoia TEATRO Festival rappresenta così un’ideale evoluzione.
Profondamente convinta che un’offerta artistica di qualità sia uno straordinario volano di crescita culturale e di promozione sociale, Unicoop Firenze, partner sostenitore di tutta l’attività dell’Associazione Teatrale Pistoiese, è al suo fianco anche in questa nuova avventura. Ai soci Unicoop è riservata, infatti, la riduzione su tutti gli appuntamenti del Festival.
Rai Radio3 è media partner del Pistoia TEATRO Festival.

Gli spettacoli
Cuore pulsante del Festival è in particolare l’area dell’ex presidio ospedaliero del Ceppo, al centro di un importante progetto di rigenerazione urbana, tra passato e futuro, portato avanti dall’Amministrazione Comunale.
Quale anteprima del Festival, il Teatro Anatomico dello Spedale del Ceppo, piccolo, splendido gioiello di architettura e pittura settecentesca, ospita il nuovo spettacolo di uno dei massimi registi italiani, Federico Tiezzi, La Signorina Else, capolavoro narrativo di Arthur Schnitzler, coproduzione fra Compagnia Lombardi-Tiezzi e Associazione Teatrale Pistoiese (prima nazionale, dal 13 giugno al 2 luglio, ore 21 – capienza limitata, riposo 18 e 26 giugno). Federico Tiezzi prosegue il suo lavoro di ricerca sul grande scrittore austriaco, tra i principali cantori della decadenza e del crollo dell’Austria felix. La Signorina Else (scritta nel 1924) è un testo mirabile, tutto incentrato sul battito tumultuante dei pensieri che si affollano e scontrano nella mente della ‘fanciulla in fiore’, l’adolescente su cui incombe una catastrofe familiare sullo sfondo di una società che sta avviandosi a fare mercato di ogni cosa. Ne è interprete Lucrezia Guidone, attrice scoperta da Ronconi, già con Tiezzi nel Calderón di Pasolini. Accanto a lei Martino D’Amico e un trio di musicisti. Siamo di fronte a una vera e propria vivisezione del cuore di Else, al contempo impietosa e carica di pietà: l’autore ce la mostra in una simultaneità di impulsi e contro-impulsi che la conducono al delirio. Tiezzi ha così scelto, per il debutto dello spettacolo, il Teatro Anatomico (già sede della Scuola Medica Pistoiese), seguendo la suggestione di un’anatomia dell’io, un’analogia tra la dissezione operata da Schnitzler sulle pulsioni della ragazza e una regia che si basi sulla vivisezione delle strutture espressive del linguaggio.

Il Fregio robbiano dell’antico Spedale (meravigliosa opera cinquecentesca in terracotta invetriata raffigurante le Sette Opere di Misericordia di Giovanni della Robbia, Benedetto e Santi Buglioni, Filippo Paladini, oggetto di recente restauro) rappresenta l’ispirazione della produzione inaugurale del Festival. Il vangelo secondo Judah (prima nazionale, domenica 18 giugno, ore 21.30), prodotto dall’Associazione Teatrale Pistoiese, si annuncia come un appuntamento unico da non perdere. Il testo, di grande spiritualità, è stato composto per il Festival da Stefano Massini, l’autore italiano vivente da alcuni anni più rappresentato sui palcoscenici di tutto il mondo e consulente artistico del Piccolo Teatro di Milano. Verrà proposto in forma di mise en espace, in un allestimento a cura di Claudia Sorace (Muta Imago) creato espressamente per Piazza Giovanni XXIII, nello spazio davanti al Fregio, con le musiche evocative di Enrico Fink eseguite dal vivo da un quintetto di musicisti, tra cui molti docenti della Scuola di Musica “T. Mabellini” di Pistoia, gestita dall’Associazione Teatrale Pistoiese. Due attori di assoluto livello come Luigi Lo Cascio e Ugo Pagliai – che per l’occasione torna a recitare nella sua città di origine – daranno voce a una storia che, per estensione, profondità e bellezza formale segue perfettamente la fortunata Lehman Trilogy (ultima regia di Luca Ronconi) e recupera in modo rigoroso e avvincente la tradizione dei vangeli apocrifi, ponendo una domanda vertiginosa sulla natura umana e sul libero arbitrio.

Attorno alle Opere di Misericordia ‘narrate’ dal Fregio ruota anche il progetto speciale di Virgilio Sieni, Fregio e Cammino Popolare. Atlante di gesti edificato da cittadini e giovani danzatori, che sigla la conclusione del Festival e di Cantieri del Gesto_Pistoia, il percorso triennale tecnico-umanistico di formazione e trasmissione, ideato da Sieni per la città e realizzato in collaborazione con l’Associazione Teatrale Pistoiese. Il percorso, in forma itinerante, di Fregio si sviluppa attraverso azioni coreografiche con il coinvolgimento di danzatori giovanissimi delle scuole di Pistoia (sulla musica dal vivo di Roberto Cecchetto) declinate, a partire dai gesti pittorici, verso il senso della condivisione, dell’incontro, della generosità del ‘dono’ (venerdì 23 e sabato 24 giugno, ore 20 e, in replica, ore 20.45, in forma itinerante dalla Biblioteca Fabroniana ai Palazzi Fabroni e De’Rossi).
Con Cammino popolare la coreografia – sulle musiche eseguite dal vivo da Naomi Berrill – si sviluppa per risonanze dove si intravedono, in un arcipelago di gesti e danze disposte per file, l’impianto del bassorilievo e i grandi temi umanitari dell’opera: Vestire gli ignudi e assistere le vedove e gli orfani, Albergare i pellegrini, la prudenza; Assistere gli infermi, Visitare i carcerati, la carità; Seppellire i morti, la speranza; Dar da mangiare agli affamati, Dar da bere agli assetati, la giustizia: un cammino che coinvolgerà decine di cittadini e che, ripercorrendo traiettorie antropologiche, si presenta come uno spostamento popolare che annuncia uno spazio dei cittadini (domenica 25 giugno, ore 11,30, Piazza Giovanni XXIII, di fronte al Fregio robbiano).

I luoghi segreti e la storia antica di Pistoia compaiono, trasfigurati e riscoperti, nella produzione dell’Associazione Teatrale Pistoiese, La ferita della bellezza, testo di Luca Scarlini. Nato da un’idea di Massimo Grigò, che ne è anche interprete assieme ad Annibale Pavone e Maurizio Rippa, per la regia di Giovanni Guerrieri, lo spettacolo vede al centro la figura del celebre cantante lirico castrato pistoiese Atto Melani (1626-1714), tra i protagonisti del Barocco europeo, noto anche quale diplomatico e spia al servizio del regno di Francia (prima nazionale, 22 e 23 giugno, ore 19 e sabato 24 giugno ore 21.30, Chiesa di San Michele in Cioncio, capienza limitata). Con i fratelli Jacopo e Alessandro, Atto Melani fu protagonista di una formidabile stagione musicale intessuta di trame politiche e sociali che animò l’Europa di fine ‘600, sempre in bilico tra mille complotti e intrighi. All’alba del nuovo secolo, che molto avrebbe cambiato, mettendo in discussione il ruolo degli evirati cantori, si narra dell’incontro tra Atto e il fratello Jacinto, fattore di campagna, in riva all’Ombrone: un incontro/scontro tra due mondi, quindi, che è occasione di una resa dei conti, dove la musica si svela, invece, con sorpresa ed ironia, portatrice di notizie e messaggi.

Nel Pistoia TEATRO Festival non poteva mancare un omaggio a una delle voci più ispirate della letteratura, la scrittrice pistoiese Gianna Manzini (1896-1974). Sarà un’attrice sensibile come Renata Palminiello (da anni artista legata all’ATP) a proporre, in forma di lettura in tre puntate, il romanzo Ritratto in piedi, scritto dalla Manzini nel 1971 e considerato il suo capolavoro (lunedì 19, martedì 20 e mercoledì 21 giugno, ore 19, Piccolo Teatro Mauro Bolognini, ingresso libero – capienza limitata).

Teatri di Confine 2017
La Fortezza Medicea di Santa Barbara torna ad ospitare Teatri di Confine 2017, la rassegna organizzata con Fondazione Toscana Spettacolo onlus e si candida quest’anno a rappresentare lo spazio per i più giovani o per le ‘nuove narrazioni’ ospitando gli spettacoli di Kepler-452, il nuovo lavoro de Gli Omini con eXtraLiscio (in prima nazionale) e la prima regionale del nuovo spettacolo di Ascanio Celestini.
Il lavoro del collettivo Kepler – 452, La rivoluzione è facile se sai come farla, per la regia di Nicola Borghesi, direttore artistico dei Festival 2030 (martedì 20 giugno, ore 22,30) inserisce, nello spettacolo, esperienze provenienti da diversi contesti artistici: Daniele Rielli, meglio noto come Quit The Doner, giovane giornalista e scrittore (collaboratore de “La Repubblica” e “Internazionale”), è l’autore del testo e Lo Stato Sociale, la band indie-rock che ha conosciuto nell’ultimo periodo una vertiginosa popolarità mediatica, ha curato le musiche e prestato il suo cantante, Lodo Guenzi, alle scene. Lo spettacolo, che ha toccato nel 2016 più di 25 piazze muovendosi tra teatri e club musicali e raccogliendo il pubblico degli under 30, spesso assente dalle sale teatrali, indaga, con lo sguardo di “due venti/trenta, con il loro carico di speranza, birrette, frustrazione”, se ancora è possibile immaginare una rivoluzione…

In Gran Glassé (prima nazionale, giovedì 22 giugno, ore 22.30) si incontrano due percorsi artistici paralleli, Gli Omini e gli eXtraLiscio, superorchestra punk da balera, accomunati dalla voglia di riqualificare il concetto di popolare, con un teatro nato dalla gente e fatto per le persone, e una musica, a proprio agio nella più rinomata balera quanto in un centro sociale, in grado di far alzare dalla sedia vecchi e bambini. Un cortocircuito tra tradizione orale e liscio d’avanguardia, che si annuncia… esplosivo. Dalla gente e sulle strade nasce, infatti, il teatro de Gli Omini (compagnia in residenza artistica presso l’Associazione Teatrale Pistoiese e impegnata, da tre anni, nel “Progetto T” dedicato alla Ferrovia Transappennica Porrettana): in dieci anni di lavoro sul campo hanno costruito un archivio di testimonianze e parole sfuse, per rendere tradizione e memoria il tempo presente.

Ascanio Celestini, con la forza riconosciuta del suo “teatro di narrazione”, propone lo studio per il suo nuovo spettacolo dal titolo Che fine hanno fatto gli Indiani Pueblo? storia provvisoria di un giorno di pioggia che arriva a Pistoia in prima regionale (venerdì 23 giugno, ore 21.30). Il lavoro rientra in un progetto di trilogia, avviato nel 2015 con Laika e che si concluderà negli anni futuri. Partendo dalla ‘sensibilità planetaria’ degli indiani Pueblo, così ce lo anticipa lo stesso Celestini: “Questa è la storia di un giorno di pioggia. Questa è la storia di una barbona che non chiede l’elemosina e di uno zingaro di otto anni, della barista che guadagna con le slot machine e di un facchino africano, ma anche di un vecchio che chiamano Giobbe. Questa è la storia del Cinese, di una madre che fa la zuppa liofilizzata, e di un paio di padri che non conosco il nome. Questa è la storia di una giovane donna che fa la cassiera al supermercato e delle persone che incontra”.

Anche quest’anno il Funaro Centro Culturale ospita Teatri di Confine per un doppio appuntamento.
Lunedì 19 giugno (ore 19, ingresso gratuito), con Accènti on Air, a cura di Straligut, il progetto della Regione Toscana per l’autonomia dei giovani, sbarca a teatro, con uno spettacolo in forma di storytelling ambientato in una web radio e dà voce a storie ispirate a esperienze reali, rese possibili da interventi regionali inseriti nel progetto Giovanisì: dall’aprire un’impresa allo svolgere il Servizio Civile regionale, dall’andare all’estero per un’esperienza di studio al mettersi alla prova con un tirocinio. Uno spunto per guardare al futuro in modo diverso.

Alle ore 21.30 altra importante prima regionale, L’arte del teatro, spettacolo scritto e diretto da Pascal Rambert, regista, drammaturgo e coreografo francese, direttore del parigino Théâtre de Gennevilliers. Nello spettacolo, prodotto da Emilia Romagna Teatro Fondazione/Triennale Teatro dell’Arte/Teatro Metastasio di Prato, il protagonista Paolo Musio mostra un attore spiegare al suo cane in cosa consiste l’arte dell’essere attori.
Affidando il suo monologo all’ascolto silenzioso del “migliore amico dell’uomo”, l’attore in realtà consegna a noi spettatori un’autentica dichiarazione d’amore per il teatro, arte che esige di essere goduta, sinonimo di vita e di passione, nella dimensione privilegiata del “qui e ora” si nutre del respiro e del battito della contemporaneità.
Tra i due appuntamenti si potrà anche gustare un buffet alla Caffetteria del Funaro (info e prenotazioni: 0573 977225).

La collaborazione tra Associazione Teatrale Pistoiese e il Funaro Centro Culturale si rinnova, nell’anno di Pistoia Capitale Italiana della Cultura, con lo spettacolo di Cristiana Morganti, A Fury Tale (prima regionale, mercoledì 21 giugno ore 21.30, Teatro Manzoni), da loro coprodotto assieme Festival Aperto/Fondazione I Teatri di Reggio Emilia. Nato nel 2016, a cinque anni dall’inizio del percorso di Cristiana Morganti come solista e coreografa “indipendente” dal Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, il lavoro fa seguito alla creazione di spettacoli di altissimo livello come Moving with Pina (2010) e Jessica and me (2014), che la vedono protagonista in scena. Cristiana Morganti in A Fury Tale si riserva, coreografa e regista, la possibilità di una maggiore distanza critica affidando ai corpi e alle personalità di due interpreti di classe (Breanna O’Mara e Anna Wehsarg), il compito di restituire la sua riflessione sensibile, ironica e in parte autobiografica sul femminile nelle sue molte, possibili declinazioni. Lo spettacolo rivela a momenti un universo onirico e misterioso, in bilico tra fiaba e realtà: a tratti ci troviamo di fronte a due creature fatate, poi, senza preavviso, siamo testimoni di scorci di vita reale delle due danzatrici.

Una città a misura di bambini è una città migliore per tutti. Per questo, in attesa della quinta edizione di Infanzia e città, la rassegna promossa a Pistoia tra settembre e ottobre dall’Associazione Teatrale Pistoiese, il Pistoia Teatro Festival non dimentica i più piccoli proponendo le due coproduzioni con Sotterraneo e I Sacchi di Sabbia, che non mancheranno di divertire anche il pubblico più adulto.
Il giro del mondo in 80 giorni – Kids, concept e regia Sotterraneo, già divenuto un piccolo ‘cult’, è proposto per l’occasione, quale progetto speciale site-specific, negli spazi della settecentesca Villa di Scornio (sede della Scuola di Musica e Danza “Mabellini”, punto di riferimento per la formazione musicale e coreutica del territorio) e del suo parco, accompagnando adulti e bambini dentro il racconto, in forma di passeggiata ‘enciclopedica’ collettiva (mercoledì 21 giugno, ore 18,15; ingresso gratuito). La pirotecnica messinscena, nella quale Sotterraneo si volge a Monsieur Verne, trasforma il celebre romanzo in un gioco di ruolo dove carte, pedine, oggetti magici e fantasmagorie teatrali riportano in vita le gesta di Fogg e dei suoi, tra colpi di scena e peripezie, in un mirabolante viaggio nei saperi di allora e del nostro tempo. Lo spettacolo è animato dalla colonna sonora ‘live’ a cura di insegnanti e allievi della “Mabellini” e del Coro Voci danzanti della Fondazione Pistoiese Promusica, che parteciperanno, la settimana precedente allo spettacolo, a un vero e proprio campus, in forma di progettazione e costruzione condivisa con i più piccoli, sotto la supervisione ed il coordinamento di Massimo Caselli, direttore della Scuola e della Promusica.
Premio Eolo Awards 2017 come Miglior compagnia di Teatro di Figura, I Sacchi di Sabbia tornano per rievocare le gesta de I 4 moschettieri in America, reduce da una lunga e fortunata tournée in Italia (venerdì 23 giugno, ore 16 e sabato 24 giugno, ore 18, Piccolo Teatro Mauro Bolognini). A ottant’anni di distanza dalla messa in onda della prima puntata della celebre parodia radiofonica firmata da Nizza e Morbelli che si impose con un vero fenomeno di costume, I Sacchi di Sabbia, per la regia di Giovanni Guerrieri, trasportano, in un’inedita sperimentazione visiva, atmosfere e personaggi nell’America Anni Trenta con i famosi eroi di Dumas ad inseguire – tra gangster, pupe e sparatorie – il sogno di una nuova grandezza, che solo il cinema potrà soddisfare… In forma di pastiche, lo spettacolo è il risultato di gustose contaminazioni: dal cinema di Billy Wilder, ai testi di Jules Verne, alle moderne graphic novel. Complice della compagnia il pittore Guido Bartoli, chiamato a illustrare il ‘teatro giocattolo’ che costituisce il centro della scena.

Giornata di incontro
In occasione dell’uscita del volume Cento storie sul filo della memoria. Il “Nuovo Teatro” in Italia negli anni ’70, a cura di Enzo G. Bargiacchi e Rodolfo Sacchettini (Titivillus, 2017), l’Associazione Teatrale Pistoiese propone una giornata di incontro e riflessione (ingresso libero), con la proiezione, alla mattina, di video, pressoché inediti, di alcuni spettacoli storici degli anni ’70 e con riferimento anche alle rassegne che si svolsero a Pistoia, come “Italia-California”. Il pomeriggio sarà dedicato invece al presente e al futuro, con interventi di critici e studiosi invitati a riflettere sul teatro dei nostri giorni, su permanenze, discontinuità, esaurimenti e metamorfosi, provando a immaginare il futuro che verrà. (giovedì 22 giugno, 10/13.30 e 15/18, ingresso libero)

I laboratori
Arricchiscono il Pistoia Teatro Festival due interessanti proposte laboratoriali gratuite, di taglio professionalizzante e destinate ad un’utenza giovanile.
Dopo il percorso di Giornalisti di Confine 2016, una nuova proposta di Altre Velocità, gruppo di osservatori e critici delle arti sceniche, realizzata per Teatri di Confine 2017 in collaborazione con Fondazione Toscana Spettacolo onlus. Per uno spettatore critico – laboratorio di giornalismo invita i partecipanti (18-35 anni) a coltivare il proprio sguardo di spettatori critici, prendendo parte a un lavoro redazionale secondo i ritmi e le forme del giornalismo quotidiano ed avendo come strumento uno spazio critico online e sui due quotidiani locali, grazie alla collaborazione con le redazioni pistoiesi de “Il Tirreno” e “La Nazione”. Le richieste di adesione (con cv allegato, breve lettera motivazionale e due articoli precedentemente pubblicati, se presenti) dovranno essere inviate entro il 9 giugno alla mail atp@teatridipistoia.it 0573 991607-08.

Dare forma ad un racconto che è più di una documentazione video professionale: questo è l’obiettivo del progetto #narrareomorire proposto da Lele Marcojanni, collettivo di autori visivi (Elena Mattioli, Flavio Perazzini, Roberto Mezzano). Assieme ai partecipanti, Lele Marcojanni darà una forma ad un racconto che è più di una documentazione video professionale; lì dentro ci sarà un’anima, una natura, la visione di un Festival.
Un laboratorio pratico, immersivo (dai 18 anni), con lo scopo di immaginare, costruire e realizzare un percorso visivo che sappia restituire le atmosfere e i contenuti del Pistoia TEATRO Festival. Le richieste di adesione (con cv e portfolio allegato) dovranno essere inviate entro il 12 giugno alla mail atp@teatridipistoia.it 0573 991607 – 08.

Un progetto di Alternanza SCUOLA/LAVORO per il Pistoia TEATRO Festival
In occasione del Pistoia TEATRO Festival l’Associazione Teatrale Pistoiese promuove anche un primo articolato progetto di alternanza SCUOLA/LAVORO, in collaborazione con i principali istituti scolastici del territorio. Una ventina di studenti potranno fare un’esperienza di immersione totale nella vita del Festival, assistendo alle prove delle produzioni sotto la guida di un mediatore culturale di lungo corso come Giorgio Testa (Casa della Spettatore, Roma) e partecipando alle attività seguite dai diversi uffici del teatro. Potranno curare l’accoglienza del pubblico in occasione degli spettacoli e documentarne lo svolgimento con la redazione di testi e la produzione di audio e video.

In linea con la filosofia di un Festival che mira ad essere alla portata di tutti, i prezzi saranno autenticamente popolari: euro 10 e 15 euro, (riduzioni riservate a Under30 e soci Unicoop Firenze); acquistando subito almeno 3 spettacoli si avrà diritto al prezzo ridotto per ogni appuntamento.
Una speciale opportunità è riservata agli Under 30 con la RisvegliaTi_Card, già scelta da oltre 300 giovani come potente strumento promozionale e valida anche per la stagione 2017/2018 del Teatro Manzoni di Pistoia. Sottoscrivendo la Card (costo: euro 7,00), si potranno acquistare i biglietti con il 50% di sconto (euro 6,00 e 7,50)

Prezzi e prevendite
LA SIGNORINA ELSE / A FURY TALE posto unico (non numerato)
intero €15,00 ridotto* €12,00 Risvegliati_Card €7,50

IL VANGELO SECONDO JUDAH / L’ARTE DEL TEATRO / LA RIVOLUZIONE È FACILE SE SAI COME FARLA /
LA FERITA DELLA BELLEZZA / GRAN GLASSÉ / FREGIO / CHE FINE HANNO FATTO GLI INDIANI PUEBLO
posto unico (non numerato)
intero €12,00 ridotto* €10,00 Risvegliati_Card € 6,00
* riduzioni: under30 e soci Unicoop Firenze

I 4 MOSCHETTIERI IN AMERICA posto unico (non numerato)
intero €7,00 ridotto soci Unicoop Firenze €5,00

ACCÈNTI ON AIR / lL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI _KIDS / CAMMINO POPOLARE / RITRATTO IN PIEDI
ingresso libero

Per gli spettacoli di Teatri di confine 2017 facilitazioni su dsu.toscana.it per gli studenti delle università toscane.

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In caso di pioggia, gli spettacoli Il vangelo secondo Judah, Gran Glassé, Che fine hanno fatto gli Indiani Pueblo? si terrano al Teatro Manzoni. Lo spettacolo La rivoluzone è facile se sai come farla si terrà al Piccolo Teatro Mauro Bolognini.
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INFO E BIGLIETTERIE
Biglietteria Teatro Manzoni (Corso Gramsci, 127) – 0573 991609/27112
fino al 6 giugno: dal martedì al venerdi 16/19, sabato 11/13 e 16/19
dal 7 giugno: dal martedì al venerdi 16.30/19, sabato 11/13

Biglietteria La Torre (via Tomba di Catilina, 5/7) – 333 9250172
dal 17 al 24 giugno: tutti i giorni dalle 10.30 alle 12.30
e, domenica 18 giugno, anche dalle ore 20.30 in occasione dello spettacolo Il vangelo secondo Judah

Per la prevendita serale, la biglietteria sarà aperta presso la sede di rappresentazione un’ora prima dell’inizio degli spettacoli.

Prevendite on line su www.teatridipistoia.it e www.boxol.it