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SUMMARY:Scrooge
DESCRIPTION:Firenze\, Teatro Cantiere Florida. Ideazione Luigi De Angelis e Chiara Lagani; drammaturgia e costumi Chiara Lagani; con Marco Cavalcoli; vocalist Chiara Lagani; live electronics Emanuele Wiltsch Barberio; regia Luigi De Angelis; progetto sonoro\, musiche Emanuele Wiltsch Barberio.
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LOCATION:Firenze\, Teatro Cantiere Florida\, via Pisana\, 111 Rosso (angolo Via di Soffiano)\, Firenze\, (FI)\, 50143\, Italia
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SUMMARY:W (prova di resistenza)
DESCRIPTION:Forte dei Marmi. Auditorium Scuola Media Ugo Guidi \n\ndi e con Beatrice Baruffini\ntecnico Riccardo Reina\ndisegno luci Emiliano Curà\nmontaggio audio | suono Dario Andreoli\nvoce fuori campo Marco Muss \n“I laterizi (o mattoni) di qualsiasi tipo e forma\, debbono nella massa essere scevri da sassolini e da altre impurità; avere facce lisce e spigoli regolari; presentare alla frattura (non vetrosa) grana fine ed uniforme; dare al colpo di martello suono chiaro; assorbire acqua per immersione; asciugarsi all’aria con sufficiente rapidità; non sfaldarsi e non sfiorire sotto l’influenza degli agenti atmosferici e di soluzioni saline; non screpolarsi al fuoco ed inoltre avere resistenza adeguata agli sforzi ai quali dovranno essere assoggettati in relazione all’uso.” (art. 3 R.D. 16 novembre 1939 n° 2233) \nLa prova di resistenza è una prova caratteristica del mattone forato. Viene fatta applicando un carico di peso sempre maggiore su tutti e tre i lati del mattone\, fino a raggiungere il carico di rottura e stabilire così il grado di resistenza del mattone forato.\n“W” è il grido di vittoria di chi supera quella prova senza morire.\nParma 1922: prova di resistenza. Nei quartieri popolari dell’Oltretorrente e del Naviglio gli abitanti resistettero\, innalzando le barricate\, all’aggressione dei fascisti guidati da Italo Balbo.\nFurono cinque giorni di scontri in cui quasi tutta la città si schierò unita contro un comune nemico. Donne\, uomini\, bambini\, ragazzi\, ognuno come poteva\, parteciparono a una lotta collettiva che portò Parma a essere l’unica città in grado di respingere il fascismo\, prima della marcia su Roma.\nQuesta è una storia di povertà e di vendetta. Di buoni e cattivi. Di rossi e neri. È un racconto dove le passioni nascono in strada\, fuori dalla finestra\, perché in casa si sta stretti. E in strada\, in fila per il bagno\, davanti all’unica fontana che pompa acqua\, sugli scalini a giocare a carte\, sulla porta delle osterie\, si vive.\nSi fa l’appello dei figli per vedere quanti sono.\nSi fischietta Verdi\, ci si prende a pugni\, ci si allena alla lotta. Si sceglie la guerra.\nSi alzano marciapiedi. Muri. Barricate.\nÈ una storia di ribellione e di resistenza.\nDi mattoni forati e di donne e uomini tutti d’un pezzo.
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LOCATION:Forte dei Marmi (LU)\, Auditorium Scuola Media Ugo Guidi\,  Via Padre Ignazio da Carrara\, 85\, Forte dei Marmi\, 55042\, Italia
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SUMMARY:Croce e delizia....signora mia
DESCRIPTION:Portoferraio (LI)\, Teatro dei Vigilanti; \ndi Simona Marchini e Claudio Pallottini\ncon Simona Marchini\, Paolo Restani pianoforte \nTre storie appassionanti (Traviata\, Rigoletto\, Trovatore)\, la cosiddetta “trilogia popolare”\, raccontate alla maniera di Simona Marchini\, coinvolgendo l’arte raffinatissima di Paolo Restani che descrive al pianoforte i temi verdiani attraverso la parafrasi di Liszt. Un connubio audace per un intrattenimento colto\, gentile\, e appassionato su una “materia” che risuona nel profondo di ogni individuo. Istruzioni per l’uso: occhi sensibili e “sorridenti” per guardare il melodramma con l’amore dovuto. \ndurata: 1h 10’
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SUMMARY:Mondo cane
DESCRIPTION:Prato\, Officina Giovani – Cantieri Culturali Ex Macelli – Sala teatro \ndi e con Daniele Turconi\nFrigoproduzioni \nLeggi la recensione di LSDA \n\n\nPiù che un monologo un non dialogo con la madre e con la ex fidanzata\, dove il protagonista\,usando come arma la menzogna\, intraprende una lotta passiva contro gli altri e ciò che lo circonda\, lasciandosi scorrere addosso una vita imprendibile\, indomabile e a volte crudele.\nLa menzogna\, appunto\, e il mio rapporto con essa sono il tema centrale del lavoro.\nL’urgenza che mi ha portato a cominciare questo progetto è la mia condizione di venticinquenne condannato a morte ogni giorno dai telegiornali\, con i sondaggi sull’andamento del paese\, sulla pensione che non vedrò mai\, sul lavoro che non avrò mai\, sulla vita che non avrò mai.\nBombardato ogni giorno dalle previsioni di un futuro infernale\, ho voluto lavorare sull’unica cosa che ci può salvare quando stiamo precipitando a caduta libera in un mare di problemi non nostri\, la speranza di una seconda possibilità. Il protagonista ha appena finito il suo esame di maturità ed è deciso a fare l’avvocato\, figura lavorativa in cui vede una possibilità di cambiamento e riscatto. Quelli con madre\, Ragazza e pubblico sono dei non dialoghi\, perché invece che cercare una comunicazione il protagonista usa le parole per costruirsi dei muri che lo separano dalla realtà. Egli costruisce mattone dopo mattone un instabile castello fatto di piccole bugie\, che alla fine gli crollerà addosso inesorabilmente.\nTagli temporali netti lo fanno scorrere di colpo avanti di mesi e a volte anni evidenziando in modo grave la sua progressiva sconfitta\, prima come studente\, poi come lavoratore e poi in quanto uomo.\nCosì tira avanti\, tra una bugia e l’altra\, tra uno stage e l’altro… apparentemente in movimento ma in realtà fermo ad aspettare la disfatta. Solo il ritorno improvviso della sua ex fidanzata sembra smuoverlo definitivamente da questa passività e immobilità a cui si è autocondannato\, peccato che la ragazza in questione lo stia cercando nella città sbagliata\, facendo crollare anche l’ultima speranza del protagonista che però si accorgerà alla fine di essere di nuovo all’inizio.\nLa mia condizione personale influisce in maniera tremenda nel lavoro\, io\, come il mio protagonista\, sono bloccato\, inerme… mi faccio schiacciare da tutto per poi esplodere nel momento meno opportuno.\nMi attacco a un filo del telefono\, metafora di rapporti gelidi\, disumani\, telematici\, distanti.\nMi lascio strozzare dalla comunicazione fredda che non comunica nulla e faccio finta che tutto vada bene\, che non sia tutta colpa mia\, mi diverto e mi crogiolo nella mia condizione di condannato non facendo mai veramente quello che serve per scrollarmi di dosso tutto il fango che\, ogni giorno\, la politica\, la famiglia\, i mass media\, il vicino di casa e il datore di lavoro mi buttano addosso per farmi stare a posto\, cioè governabile\, rabbioso e mansueto nello stesso tempo\, come un cane.\nFondamentalmente perché forse trovo conforto nel soffrire.
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LOCATION:Prato\, Officina Giovani – Cantieri Culturali Ex Macelli\, Piazza Macelli\, 4\, Prato\, PO\, 59100\, Italia
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