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    ARCHIVIO SPETTACOLI

    La fanciulla con la cesta di frutta, Colombo-The Ghepards (2018)

    Titolo: La fanciulla con la cesta di frutta

    testo e regia Francesco Colombo
    aiuto regia Cristiane Sampaio
    con Grazia Capraro, Marco Celli, Adalgisa Manfrida, Michele Ragno
    luci Fabrizio Cicero
    foto di scena Riccardo Freda Antonio Cavalieri
    grafica Massimo Damiani
    produzione The Ghepards

    Roma. Museo Galleria Borghese. Le opere esposte, ammirate da centinaia di visitatori ogni giorno, sono sole e intrappolate per l’eternità dentro alle loro cornici. Il museo sta chiudendo, quando il silenzio viene infranto da una voce… “Nessuno mi conosce. Nessuno sa chi sono. Nessuno si ricorda di me!”

    È Mario Minniti, pittore e modello raffigurato nella tela di Caravaggio “Il Fanciullo con la canestra di frutta”. Come per magia, il quadro inizia a parlare. Minniti soffre di vivere da 400 anni all’ombra della fama di Caravaggio. Pone allora la domanda centrale del testo: chi è il vero artista, io in quanto opera o il mio creatore?

    Altri quadri si stagliano sulla scena: un autoritratto di Van Gogh, una ballerina di Degas, un taglio di Fontana, mentre la barriera tra attori e pubblico crolla in un vortice grottesco, creando un gioco unico e irripetibile con la platea. Forse La Gioconda, capolavoro immortale, può fornire la soluzione alle diatribe? Forse no, forse anche lei rimarrà impantanata.

    Anche il Dio di Michelangelo della Cappella Sistina, stanco di quel frenetico e surreale dibattito, interviene per sedare gli animi. Sarà Lui, l’Onnipotente, a dissipare i dubbi dei protagonisti? Cos’è l’Arte? A chi appartiene l’Arte?

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