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    L’eterno incanto di Venere, A. Generali (2018)

    16/07/2017 60 Festival dei 2 Mondi di Spoleto. Teatro Nuovo, spettacolo L'eterno incanto di Venere. Nella foto Corrado Augias

    Titolo: L'eterno incanto di Venere

    voce narrante Corrado Augias

    regia, luci e video Angelo Generali

    Le immagini di nudo, quello in particolare femminile, sono un qualcosa ormai di consueto e difficile diviene interrogarsi su come sia nata questa consuetudine. Corrado Augias cercherà di ricostruire questa strada tutt’altro che scontata, ripercorrendo le diverse tappe che hanno portato alla condizione attuale, comprese le cause sociali, quelle di costume e quelle politiche.

    Il bisogno di mostrare la nudità c’è sempre stato per molte e differenti ragioni di natura sessuale, simbolica, mitica. Lo dimostrano in primo luogo le grandi statue e gli affreschi del periodo greco romano. Si trattava di corpi che non rappresentavano una nudità fine a se stessa, ma eletta a simbolo, come nel caso della raffigurazione di Venere.

    Lentamente, con il trascorrere dei secoli la nudità si è allontanata dalla necessità di trovare un pretesto. Dalla seconda metà del XVIII il corpo nudo ha iniziato ad essere mostrato per ciò che era, fino ad arrivare allo scandalo provocato dall’opera, L’origine du monde, realizzata da Courbet nel 1866 e oggi esposta al Museo d’Orsay di Parigi.

    «Non tratto la nudità come una lezione di storia dell’arte – afferma Augias – ma vado avanti e indietro seguendo un tema che invade le arti figurative dalla Grecia del quinto secolo fino ai nostri giorni con un approccio più sociologico».

    Un cammino di scoperta del nudo dalle sue origini alla svalutazione dei giorni nostri.

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