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    ARCHIVIO SPETTACOLI

    Orestea africana (Deg nga wolof), Mancini (2018)

    Titolo: Orestea africana (Deg nga wolof)

    Regia di Andrea Mancini
    Di Movimento Shalom e Teatro della conchiglia
    Con Abdolie Bonjang, Lamin Cham, Benjamin Compaore, Valentine Jowe, Alhaji Jadama, Sarjo Tourai, Patrick Tadjuidie

    Si tratta di un lavoro di sette richiedenti asilo presenti a Collegalli, nel Comune di Montaione, ma a pochi chilometri da Corazzano. Gli attori coinvolti vengono da varie regioni dell’Africa subsahariana e si chiamano Abdolie Bonjang, Lamin Cham, Benjamin Compaore, Valentine Jowe, Alhaji Jadama, Sarjo Tourai, Patrick Tadjuidie.

    Come si sa il racconto dell’Orestea è quello di una società tribale che si trasforma in un consesso civile, nell’Atene classica, simbolo della nostra realtà occidentale. Oreste che ammazza la madre, rea di aver ucciso Agamennone, e viene perseguitato dalle Erinni, sorta di demoni della foresta. Alla fine, queste stesse Erinni diventano le sue protettrici, dopo che Atena ha istituito il primo processo e Oreste è stato assolto dalle sue colpe.

    Naturalmente il testo è riassunto in poche battute, messe a commento di azioni che sono tutte di musica e danza, di grandissima suggestione. Il gruppo di attori e musicisti sta lavorando in numerosi festival e città della Regione, ma anche di altre parti d’Italia, fino a Bergamo. Dando vita a vari progetti, oltre a ”Orestea Africana”, la formazione del Movimento Shalom si è anche impegnata, attraverso l’acquisto di strumenti musicali (con il sistema del Micro Credito), ad una vera e propria banda musicale su ritmi africani mischiati e sonorità occidentali.

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