TABELLAZZO
CosaIl malato immaginario
ChiGioele Dix, Anna Della Rosa
Quando17/11/2015
DoveMassa, Teatro Guglielmi
Per quanto135 minuti
IL RESPONSO
Perché
Se fosse...un pittore
...sarebbeFrancis Bacon

Un nome importante, quello di Andrée Ruth Shammah, firma la regia dello spettacolo Il malato immaginario, apertura stagionale del Teatro Guglielmi di Massa. È la seconda volta che la regista porta in scena il testo molièriano, in quanto – è lei stessa a dirlo – contemporaneo, divertente, a tratti nevrotico, molto adatto per il pubblico di ieri, oggi, domani. La prima occasione in cui Shammah si è misurata con questo classico risale agli anni Ottanta e, all’epoca, la parte di Argante era di Franco Parenti, mentre Gioele Dix, oggi protagonista, recitava nel ruolo del fidanzato di Angelica, Cleante.

All’apertura del sipario si mostra una scenografia ispirata ai quadri di Francis Bacon − pittore dell’uomo moderno  assai suggestiva e senza tempo: tre lampadari sul fondo, a indicare l’opulenza della casa di Argante, al centro la poltrona rossa delle nevrosi e delle ipocondrie del malato e, agli angoli, quattro sedie nere dallo stile moderno e lineare. Siamo letteralmente catapultati in un ambiente che è metafora del cuore pulsante e in fibrillazione del protagonista, dove troneggia il carrello dei farmaci e degli spignatti medici fai-da-te. Anche i costumi, realizzati volutamente con una gamma di colori limitata e funebre (sfumature di nero, grigio, beige, porpora, rosso), decontestualizzati dal periodo storico della commedia, sono come cristallizzati e atemporali, a parte una strizzatina d’occhio alla moda fine Ottocento-inizio Novecento.

Il malato immaginario (A.Ruth Shammah -sito uff f.parenti) 05Gioele Dix-Argante e Anna Della Rosa-Tonina sono i protagonisti indiscussi di una messinscena sapientemente orchestrata e calibrata sull’indiscussa bravura di tutta la compagine attoriale. Lei porta avanti la sua partita scenica su un tipo di recitazione studiata al respiro: naturale, a tratti macchiettistica, fluida, pur con un ritmo incalzante e serrato. I suoi movimenti seguono la stessa linea interpretativa della recitazione: naturalezza e artificiosità in un perfetto e paradossale matrimonio. Lui, invece, gioca maliziosamente con l’abbattimento della quarta parete, nella ricerca di un’empatia immediata, peraltro colta sin dalle prime battute, con il pubblico in sala. Tutti gli attori, escluso il protagonista, si muovono sul palco secondo direttrici e diagonali ben precise, quasi a ricordare le pedine poste su una scacchiera. Il sottofondo sonoro, essenziale, si avvale solo di suoni puri: nessuna musica, solo piccoli accenni di flauto a scandire i movimenti degli attori.

Il malato immaginario (A.Ruth Shammah -sito uff f.parenti) 093I medici arrivisti-pedoni cadranno uno a uno grazie all’aiuto della serva fedele; l’interessata moglie-regina-Linda Gennari verrà smascherata giusto in tempo e il re-Argante subirà lo scacco matto da coloro che veramente lo amano. La serva, la figlia e il fratello lo aiuteranno infatti a trovare la giusta strada per convivere con la propria “incurabile” ipocondria: diventare medico di sé stesso. Ed è sull’immagine del protagonista, in proscenio, mentre si auto-visita con leggeri colpetti dell’indice sul petto, che si chiude una bella recita che abbraccia e congiunge, allo stesso tempo, tradizione con modernità. Una gran bella prova attoriale, una scenografia minimalista ma d’impatto, un pubblico caloroso che quasi quasi vorrebbe il bis.

Il malato immaginario (A.Ruth Shammah -sito uff f.parenti) 091

Print Friendly, PDF & Email

Il malato immaginario

di Molière
traduzione Cesare Garboli
regia Andrée Ruth Shammah
con Gioele Dix e Anna Della Rosa
e con Marco Balbi, Valentina Bartolo, Francesco Brandi, Piero Domenicaccio, Linda Gennari, Pietro Micci, Alessandro Quattro, Francesco Sferrazza Papa
scene e costumi di Gianmaurizio Fercioni
luci di Gigi Saccomandi
musiche di Michele Tadini e Paolo Ciarchi
produzione Teatro Franco Parenti

RASSEGNA PANORAMICA
Valutazione
CONDIVIDI
Viola Giannelli
Nella vita, fa, ha fatto o fece un sacco di cose tra cui: due figli, un libro (altri ne seguiranno: di libri, sui figli non si scommette), l’università, il conservatorio e altre amenità che riempirebbero due o tre esistenze. Ama il teatro, la lirica, la letteratura e ha persino senso dell’umorismo.