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    Saremo bellissimi e giovanissimi sempre, Chenevier (2018)

    Titolo: Saremo bellissimi e giovanissimi sempre - Eckhart Project

    di e con Marco Chenevier
    disegno luci Andrea Sangiorgi

    produzione Aldes, Tida
    sostegno in residenza C.A.O.S. Centro Arti Opificio Siri , Festival Mirabilia di Fossano
    con il sostegno di Mibact, Regione Autonoma Valle d’Aosta

    L’interprete, ingabbiato nel compito di dover realizzare uno spettacolo su Meister Eckhart, il mistico domenicano del XI secolo, si rende conto della difficoltà dell’operazione quando oramai è stato accettato l’incarico. La ricerca dell’interiorità, secondo Eckhart, deve essere perseguita nella dissoluzione dell’egoità cercando la solitudine interiore, distaccandosi dalla volontà dalla memoria, dai sensi e dal giudizio. Dapprima adottando un atteggiamento intellettuale e analitico, il performer riprende i fondamenti della mistica di Eckhart tentando innumerevoli volte di tradurne almeno uno in uno spettacolo di danza. Ma nell’autocensura dei tentativi l’analisi si perde nella vana ricerca di un’idea drammaturgica che sembra continuamente fallire. Il malessere e le riflessioni vengono così condivisi con il pubblico in modo leggero e divertente in una parziale frattura del codice. Il ragionamento, esausto, porta il performer a chiedersi infine se non fosse sbagliato il processo in sé. La chiave di volta potrebbe essere quella di domandarsi quale sia il senso di un lavoro su Eckhart oggi, e se l’accusa di eresia che egli subì sette secoli fa non palesi un conflitto atavico tra potere ed interiorità. La vita del mistico e la sua ricerca del distacco si intrecciano con una riflessione sul ruolo dell’arte contemporanea nella società odierna, incentrata su modelli esteriori volti alla propaganda del consumismo. Forse Eckhart anche oggi verrebbe tacciato di eresia, non più dalla Chiesa, bensì dal Mercato.

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