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    Vocazione, D. Manfredini (2014)

    Vocazione, ovvero Del respingimento teatrale | Recensione di Andrea Balestri del 29/01/2015

    Titolo: Vocazione
    Regia: Danio Manfredini

    ideazione Danio Manfredini
    progetto musicale Danio Manfredini, Cristina Pavarotti, Massimo Neri
    con Danio Manfredini, Vincenzo del Prete
    luci Lucia Manghi, Luigi Biodi
    collaborazione ai video Stefano Muti
    produzione La Corte Ospitale
    Note di regia: Mi apro a un percorso di lavoro teatrale che verte sul tema dell’attore di teatro e della sua vita. Metto a fuoco questo soggetto in un momento in cui sembra inutile, non necessario, occuparsi di teatro, di arte e di conseguenza dell’attore-autore-regista teatrale, figura che sembra in disuso. Pur accogliendo i progressi della tecnologia e il potenziale che offrono all’arte, ritengo centrale la figura dell’artista nella sua essenza umana scarna. Fosse anche, come si dice, che il teatro è destinato a sparire, ci tocca dare luce al tramonto. Sarebbe comunque un privilegio, glorificare il momento del tramonto, così vicino al buio.

    Con Vocazione, Danio Manfredini traccia un quadro sulla figura dell’attore teatrale nei diversi stadi che attraversa durante il suo percorso. A partire dal repertorio teatrale dove i personaggi delle opere trattano esplicitamente della figura dell’attore, Manfredini estrae frammenti e li cuce con parole sue, canzoni e spunti autobiografici per costituire la drammaturgia dello spettacolo.

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