Recensioni arlecchine

Sguardazzi

Don Milani, tra canone e apocrifo

Abbiamo già detto della natura teatralmente religiosa della trascorsa estate, come se la vocazione avesse contagiato un certo numero di artisti. A questo proposito, diamo conto pure...

Il potere è un labirinto mostruoso

Il Cimitero militare germanico al Passo della Futa è, già di per sé, un maestoso teatro naturale che domina l’Appenino sul confine incerto tra...

Di Leonardo e della passione di scrivere

Non tutti i luoghi deputati alla performance vanno bene per qualsiasi allestimento. Spesso, si necessita di dovute modifiche o accorgimenti tecnici che permettano una...

Uno zio Vanja e tutto vacilla

Adattare o no i classici? Vinicio Marchioni, alla sua prima regia teatrale, si avvale del contributo artistico di una delle maggiori drammaturghe del momento,...

“Uno zio Vanja”: pacchi postali, dall’ostetrica al becchino

Un teatro, tracce di costumi da inventariare, una lunga quinta che profuma di polvere aperta su una breccia che sembra affacciarsi su un giardino. La...

La morte parlata

Il rapporto teatro-morte non è mero assioma naturale, storicamente dato e filosoficamente plausibile, bensì qualcosa di necessario. La sospensione del gesto, la sua proiezione rituale,...

Sanremo 2018: contro corrente degli intellettualistici

Io, che sono Arlecchino, mi aggiro per teatri, ma non solo. Sovente, mi accascio comodo e languido sul divano, rimpiangendo l'assenza di un Édouard Manet per...

Il più sublime Cantico di Roberto Latini

Al centro del palco, su una panchina verde, una figura umana dorme adagiata. Da poco sono aperte le porte d’ingresso alla sala e i...

Il mistero della boutique, tra pagina e palcoscenico

Accade sempre più spesso che l'appassionato, velleitario, finanche fiaccato critico teatrale, temerario rappresentante d'un (non)mestiere insidioso, s'apparecchi alla visione di uno spettacolo tratto da una fonte...

Universale Solitudes: si piange e si ride con Kulunka Teatro

«È uno spettacolo un po’ buffo e un po’ triste», esordisce una bambina nella fila dietro la mia, e mai critico è stato più...

Faust e il doppio sacrilegio

Damiano Michieletto, classe 1975, è colui che meglio incarna la tendenza del teatro d’opera che, dalla metà degli anni Novanta, chiede al regista un...

Spremuta (im)morale

Scoperto un anno fa col divertentissimo Quintetto, ritroviamo Marco Chenevier ancora a SPAM!, per un nuovo lavoro che, più ci ripensiamo, più ci convince....

Oscurità e vagheggiamenti

In poesia, c'è chi ha compiuto una differenziazione tra testi difficili e oscuri, considerando i primi decodificabili anche se con fatica, i secondi di...

Massini e Muscato al cospetto di Eco: Il nome della rosa a teatro

Confrontarsi con uno dei classici della letteratura italiana ci pare una sfida ardua per chiunque, ancora di più quando al già complesso paragone si...

Pinocchio racconta Pinocchio, Balestri recensisce Balestri

Quando si scrive di uno spettacolo si parla sempre del lavoro altrui, a cui bisogna portare il rispetto di non misurarlo con gusti e...

Finale di Partita e il peso beckettiano

Lo abbiamo visto e rivisto, e ogni volta è come se fosse la prima: un’emozione unica. Finale di Partita di Samuel Beckett è tra...

Bollani svolta con le fiabe

È da qualche anno che il ritorno alla fiaba è sempre più gettonato: dal rifacimento in versione attoriale dei classici Disney a serie tv...

malComune, gaudio per tutti a Monticchiello

Mai dar nulla per scontato, monito che sempre dovrebbe campeggiar nella mente di chi s’arroga il diritto di fare critica. Accade così d’avviarsi lungo...

La lezione di Carlo Cecchi

Quando vedo orde di studentelli nel foyer di un teatro è come se sperassi, ancor più del solito, che lo spettacolo in questione sia...

Sorelle in cerca di regia

Ogni scarrafone è bell’ a mamma soja: così recita un celebre detto napoletano che rispecchia in pieno la relazione tra le due sorelle Materassi...

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