Podcast in scena

Sguardazzo/recensione di "Droga, Yoga ed HIV. Storia del mio amico Albi"

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Cosa: Droga, Yoga ed HIV. Storia del mio amico Albi
Chi: Daniele Bernardi
Dove: Livorno, Teatro della Brigata
Quando: 20/02/2026
Per quanto: 90 minuti

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Tempi peculiari per il teatro: arte residuale, ma irrinunciabile principio e substrato di ogni tipologia performativa. E benché la scena sia approdo secondario rispetto ai numeri registrati dai media (cinema, tv, rete), spazi e stagioni pullulano, letteralmente, di presenze aliene, giacché ai giornalisti e intellettuali negli anni indebitamente tracimati sulle assi dei palcoscenici, si son aggiunti gli influencer, e persino i podcaster.

Daniele Bernardi, per contro, è attore vero, performer e poeta, collaboratore a vario titolo della Radiotelevisione Svizzera: risale a tredici mesi fa la pubblicazione dell’indovinatissimo Droga, Yoga ed HIV. Storia del mio amico Albi, podcast che, col pretesto di raccontare la vita d’un vecchio amico, offre lo spaccato selvaggio e sentimentale, se non d’una generazione, di una parte di essa, la medesima dell’artista classe 1981. La scelta transmediale, dare sostanza scenica a un prodotto nato per l’ascolto, è rimarchevole, invitandoci (oltre l’amicizia personale e la collaborazione) al ritorno in quel prezioso luogo scenico che è il Teatro della Brigata, casa di Orto degli Ananassi.

 

Lo spazio, minuto, ospitale, costringe gli spettatori sui gradoni d’una raccolta tribunetta: il senso di intimità acuisce la tutt’altro che sgradevole dimensione cenacolare. L’audio off riporta i crediti dell’opera sorgente e ci proietta nell’avvitatissima rete intessuta da Bernardi, articolata su più livelli: l’esperienza giovanile e le memorie su Albi, ricostruite tra suggestioni cinematografiche (la serie di Alien), ideali anarcoidi e riferimenti filosofico-letterari di matrice induista (Śri Aurobindo, Śri Ramakrishna, ma non solo). Il racconto concretizzato traccia e rintraccia la figura del singolarissimo mentore, simpatico, irregolare, assai più navigato del gruppuscolo di adolescenti inquieti orbitanti intorno al centro di Lugano sulla fine degli anni Novanta, assurgendone a guida e riferimento intellettuale. La voce nuda dell’attore s’alterna a quelle di Massimiliano Zampetti e Tommaso Giacopini, nei panni fonici del protagonista, e a quelle del coro, giovane micro-comunità di belle speranze, come tante ce ne sono, in quell’irripetibile tratto di vita che è la oisive jeunesse.
Yoga, certamente; droga, senz’altro; e HIV, virus tanto à la page tra anni Ottanta e Novanta che, dopo lunga e ostentata convivenza, uccide Albi nel 2012. Non prima che questi estenda al web la propria vocazione grafomane: se, nell’epoca del primo incontro, vergava indefessamente cartacee missive destinate ai giovani amici, così come libri e audiocassette duplicate ad hoc, nel 2011, Albi apre un blog, tuttora online, intitolato Droga Yoga e AIDS, la cui scoperta è il seme che suscita in Bernardi la necessità di ricostruire, creativamente, la parabola esistenziale dell’amico. La Rete come Libro tibetano dei morti, idea non nuova, ma efficace, e sensata. Il teatro quale soglia liminale. Per vedere. E vedersi

Non tutto l’ordito scenico dell’attautore svizzero (parla, salta, si denuda, persino simula una pera) riesce a tradurre ciò che nel podcast risulta armonico, e a rimetterci è la percezione di urgenza. L’operazione necessiterebbe scarti formali più arditi, più coraggio nell’invenzione dello spazio, magari pure abbandonando il piano temporale del prodotto audio: cinque episodi, ancorché brevi, dosano la narrazione in modo assai diverso, e organico, rispetto a uno spettacolo one shot. Nondimeno, i tempi produttivi, tema troppo poco discusso, inducono sovente a scelte che, in altre condizioni, potrebbero essere molto diverse, ancor più per un teatrante creativo sul piano fisico e spaziale come Bernardi. Applausi comunque, pure ad Albi, ché lo spettacolo è onesto: se non è tutto, nemmeno è poco.

VERDETTAZZO

Perché: Sì, oppure no
Se fosse... un supporto audio sarebbe... una musicassetta fatta ad hoc

Locandina dello spettacolo



Titolo: Droga, Yoga ed HIV. Storia del mio amico Albi

Droga, yoga ed HIV. Storia del mio amico Albi 
Una versione scenica dell’omonimo podcast realizzato da Daniele Bernardi per RSI

di e con Daniele Bernardi

con le voci di Federico Caprara, Matteo Carassini, Tommaso Giacopini, Gaia Passaretta, Dario Sansalone, Cristina Zamboni e Massimiliano Zampetti

sonorizzazione Yuri Ruspini
disegno luci Fabio Bezze 
fotografie di scena Alexandre Zveiger
riprese video Bianca Luce Koehler
montaggio Francesca Alghisio 
filmati d’epoca per gentile concessione di RSI – Radiotelevisione svizzera di lingua italiana e in accordo con Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico ETS

in collaborazione con Audiofiction RSI e Opera Retablo


Nella Lugano della seconda metà degli anni 90 c’era un "ragazzo" che chi frequentava Piazza Dante non poteva non conoscere: era l’amico di tutti e di nessuno. Non era chiaro quanti anni avesse, perché sembravano pochi e molti al contempo, quasi avesse vissuto tante vite o viaggiasse nel tempo. Tutti però sapevano della sua malattia, l’Hiv, che non nascondeva e di cui parlava liberamente. Così come sempre raccontava delle tre cose che avevano cambiato la sua vita: la fantascienza, l’anarchia e Sri Aurobindo. Daniele Bernardi decide di raccontare la storia di Albi nel 2023, nell’ambito del progetto Real Story della RSI dedicato alla realizzazione di podcast incentrati su esperienze di vita. Nasce così “una specie di romanzo di vita vissuta” a cavallo fra due epoche: quella dell’adolescenza del narratore e quella del protagonista della storia. La versione-spettacolo di questo lavoro è un racconto dal vivo elaborato a partire da brani scelti e accompagnato da azioni sceniche, proiezioni e sonorizzazioni ad hoc.

Igor Vazzaz
Toscofriulano, ex rockstar egonauta ora derubricata al folk, si occupa, talvolta, di teatro, sport, musica, enogastronomia. Da cantante-che-ragiona, scrive, suona, insegna, disimpara: talvolta, pubblica libri o dischi. L'inguaribile hybris ne cagiona la partecipazione attiva a spettacoli di vario ordine e grado, tra musica, danza contemporanea e (quasi) teatro. Il suo cane era pazzo.