Pasticciaccio danese à la napoletana

Sguardazzo/recensione di "Hamlet Travestie"

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Cosa: Hamlet Travestie
Chi: Punta Corsara
Dove: Pontedera (PI), Teatro Era
Quando:
Per quanto: minuti

Bizzarro il mestiere (!) dello sguardatore di teatro: alle prese con fenomeni dinamici, ma sempre incline ad ancorarsi in auspicabile metamorfosi a convincimenti che ne de-finiscono ragioni e natura stessa dello sguardo. Anche a rischio d’equivoci o contraddizioni più o meno conclamate. Prendiamo Hamlet Travestie dell’intrepida compagnia Punta Corsara, gruppo che è il risultato d’una scrematura professionale a seguito di laboratori che ottimi operatori della scena contemporanea hanno tenuto nel quartiere di Scampia. Si tratta d’una riscrittura stratificata, coagulo di testi e autori nell’accerchiamento di Amleto, fondendo l’inesauribile soggetto danese con la carnalità teatrale della lingua napoletana (da Antonio Petito) e spunti burlesque (da John Poole), allargando, sino allo spiazzamento, il punto di vista sul prence in ambasce. Cinque attori per una scena scarna, campo di dolci fusioni luminose, stagliando sul nero gli sgargianti cromatismi d’un vestiario plebeo e terronesco alla stregua di grida nel silenzio. Bibi Shakespeare (celiava così Carmelo Bene) in salsa popolana, gran miseria e nulla nobiltà.

Punta Corsara, 'Hamlet Travestie', 2014Gioco facile per i promettenti attori (manca Vincenzo Nemorato, cooptato da Toni Servillo in Le voci di dentro) portare sul palco la verve che di Napoli fa spettacolo a cielo aperto, operazione del resto memore del gustoso Il convegno, di tre anni fa. S’innesca un gioco d’incastri tra sgarrupata Partenope e marcia Scandinavia, in cui ogni personaggio, con minime soluzioni di continuità, fa le comiche veci d’uno o più rimandi scespiriani, a trasmissione di antipodiche forme d’altrove. Eccessive, chiassose Giuseppina Cervizzi e Valeria Pollice (rispettivamente: madre Amelia/Gertrude e fidanzata incinta/Ofelia), femminili presenze di caotica ossessione per lo spaesatissimo Amleto Barilotto di Gianni Vasterlla (coregista, assieme a Emanuele Valenti). Guappeschi Carmine Paternoster e Christian Giroso in una giostra di caratteri orbitanti attorno Hamlet, nel divertito accostamento di vascio e alt(r)o, nell’ammiccamento protratto d’uno sciente strabismo: il gran teatro e la dimensione camp, secondo la lezione dei maestri incontrati. Come il bellissimo Don Fausto allestito anni fa da Arturo Cirillo, poi al lavoro coi corsari su un testo di Viviani, per non dir di quel gusto pittorico che pare lecito tributo a un certo dantismo, linguaggio ormai assimilato dal lessico scenico contemporaneo.

Punta Corsara, 'Hamlet Travestie', 2014 2L’impressione è, però, d’una qualche stasi creativa: vi sono scorci divertenti, ma è la dimensione parodica a veicolar l’effetto, specie con un pubblico (molti addetti ai lavori) abile a  decriptare il gioco di specchi sotteso in scena. Viene meno, ci pare, il guizzo, quella luccicanza autentica intravista e che qui fatichiamo a individuare. Dubbio sempre in agguato: trovarci a giustificare con attentuanti circostanziali (ah, ma il contesto…) il risultato d’un lavoro corsaro, a nostro avviso, rischia di rappresentare la più profonda delle ingiustizie, nei confronti, in primis, dei ragazzi stessi. In modo forse grossolano, ci ancoriamo alla convinzione che l’etica sia un momento dell’estetica e che, se uno spettacolo s’incaglia poggiandosi su platee preventivamente favorevoli, sia forse il caso di suonare un qualche campanello d’allarme. Difficile, certo, coniugare la (presunta) saputezza d’uno sguardo come questo con l’entusiasmo circostante, ma si scrive, tra le varie cose, per costruire ponti, non certo per bruciarli dietro di sé.

 

VERDETTAZZO

Perché: Sì, oppure no
Se fosse... un manicaretto sarebbe... Grønkålsuppe con rraù ’ncopp

Locandina dello spettacolo



Titolo: Hamlet Travestie

regia e spazio scenico Emanuele Valenti
aiuto regia Gianni Vastarella
dramaturg Marina Dammacco
con Giuseppina Cervizzi, Christian Giroso, Carmine Paternoster, Valeria Pollice, Emanuele Valenti, Gianni Vastarella
disegno luci Giuseppe Di Lorenzo
collaborazione artistica Mirko Calemme
organizzazione Marina Dammacco
una produzione 369gradi, in collaborazione con Teatro Franco Parenti con il sostegno di Olinda, Armunia /Inequilibrio Festival, Fuori Luogo – La Spezia


A partire dalla suggestione di Hamlet Travestie, riscrittura burlesque settecentesca di John Poole in cui la parodia ribadisce l’autorità dell’Originale, passando per Don Fausto di Antonio Petito, lì dove invece l’Opera diventa vicenda matrice di altre vicende, immaginiamo una famiglia napoletana a noi contemporanea, i Barilotto, in un quadro di sopravvivenza quotidiana: il lavoro, la casa, i debiti, i figli. Ognuno vincolato al legame con l’altro, in una stasi violenta in nome dell’unità. Dissociato, se ne sta Amleto, il figlio senza padre, ad alimentare un conflitto di dubbi e paure. Intorno a lui, la vicenda shakespeariana diventa il canovaccio di un’improbabile tragedia redentiva, una fallimentare distribuzione di ruoli e di pesi, in una famiglia fuori di sesto. Hamlet Travestie, nato nell’ambito del progetto Tfaddal promosso dal Teatro Franco Parenti per i 40 anni dall’Ambleto di Testori è l’ultimo lavoro della compagnia corsara, dopo Il signor di Pourceaugnac farsa minore da Molière, PetitoBlok (presentati anche assieme nella forma del MolièrePetitoBlok), Il Convegno e La solitudine delle ombre. Punta Corsara è tra i vincitori del Premio della Critica 2014; ha vinto il Premio IN-BOX 2013 per Il Convegno, il Premio Ubu Nuovo Attore Under 30 2012, il Premio Ubu Speciale e il Premio Hystrio Altre Muse 2010.

Igor Vazzaz
Toscofriulano, rockstar egonauta e maestro di vita, si occupa di teatro, sport, musica, enogastronomia. Scrive, suona, insegna, disimpara e, talvolta, pubblica libri o dischi. Il suo cane è pazzo.