Chiara Guidi, e la cerca di Dante

Sguardazzo/recensione di "Inferno"

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Cosa: Inferno
Chi: Chiara Guidi, Francesco Guerri
Dove: Pisa, Arsenali Repubblicani
Quando: 25/05/2016
Per quanto: 50 minuti

Nel percorso artistico di molti attori italiani, specie se grandi, non è raro paventarsi il confronto con la poesia dantesca. Il canto, anzi, di quel primo, non per cronologia bensì titanica dimensione, dei nostri poeti: padre carsico, a lungo, se non proprio rimosso, eclissato dall’astro petrarchesco, tornato poi a innervar copiosamente e i percorsi della critica e gli stessi versi degli indiretti discendenti. Senza scomodar recenti scomparse, pensiamo a Vittorio Sermonti, dicitore e didatta ancor più che attore, a Vittorio Gassman, al Carmelo Bene dalla Torre degli Asinelli, arrivando persino a Roberto Benigni. Dette considerazioni ci accompagnano presso gli Arsenali Repubblicani, augusto complesso ristrutturato, per assistere alla lectura proposta da Chiara Guidi, storica fondatrice della Societas Raffaello Sanzio, da tempo impegnata in un’originale studio dei rapporti tra voce, suono e senso, in continuità con gli ultimi approdi più o meno latamente musicali della celebre compagnia romagnola.

Pisa, Arsenali Repubblicani (ph Igor Vazzaz)Dante posticipato, titolo in sfida alle ironie per una commemorazione tributata in ritardo, rappresenta l’alveo per tre appuntamenti a varia densità teatrale, di cui la performance di Guidi costituisce il debutto. L’attrice leggerà, scortata dal violoncello di Francesco Guerri, alcuni canti dall’Inferno: il III, il XIII, il XXXIII e l’ultimo, il XXXIV. Scelte da indagare: gli ignavi, nell’Antinferno perché sgraditi persino al diavolo (aggiunta rispetto alle letture presentate in precedenza da questo duo), la storia di Pier delle Vigne, l’immancabile (a Pisa) Ugolino, infine, la ghiaccia rampicata sul corpo di Lucifero a riveder le stelle.

Abito rosso, la minuta attrice prende posto nel corridoio centrale d’uno spazio che accoglie più spettatori del preventivato: città curiosa, Pisa, abituata all’ascolto, e l’arrivo della Societas, pur in forma dimidiata, s’erge a rango d’evento. Piegata in avanti, Guidi scorge il poema; poco distante Guerri, “difeso” dalla sinuosità del suo strumento.
Dante si fa suono: lettura sottile, rarefatta, complice la dislocazione degli auditori. L’impressione è d’amplificazione poco adeguata all’afflusso: ben percepiamo i guizzi d’arco, liquidi e fluviali; meno le parole, in una danza di nascondimenti che sembra eccedere le pur percepibili intenzioni artistiche.

Nondimeno, la memoria del testo giunge in soccorso (bei tempi, quando alle medie si mandavano a mente la poesia): Guidi ci pare, forse nello smarcarsi dai manierismi sedimentati e quindi inerti, voler(si) sottrarre (al)l’endecasillabo, diluito in una dinamica di volumi che predilige il suono al ritmo. L’emissione rugosa, calcata nelle sequenze narrative, si fa acuta nella voce dei personaggi: così per Virgilio, per colui che tenne ambo le chiavi allo Svevo, un Pier delle Vigne aspro e rabbioso nel rinfacciar le lacrime di sangue del proprio ramo spezzato.

Chiara Guidi a PisaLa lettura prosegue, remota, altrove. Convince il contributo musicale, non commento, ma asse portante, discorso anch’esso, col limite d’una certa ridondanza coloristica cui gioverebbe maggior apertura di soluzioni, anche in virtù dell’evidente eclettismo di Guerri.

Si resta con qualche immagine sonora della performance, ma pure un’impressione irrisolta, come d’una mancata messa a fuoco, un contatto fisico, più tattile che intellettuale, certo tra gli scopi in nuce, ma che non pare aver trovata l’efficace giustezza. Nondimeno, copioso è il plauso d’un pubblico ormai aduso alla dimensione d’evento, forma trionfante del nostro tempo, a prescindere dal suo contenuto.

Chiara-Guidi-2014

VERDETTAZZO

Perché: Sì, oppure no
Se fosse... salume sarebbe... prosciutto di Praga

Locandina dello spettacolo



Titolo: Inferno

Voce Chiara Guidi
Violoncello Francesco Guerri
Cura del suono Andrea Scardovi
Realizzazione video : Chiara Savoia , Maurizio Misiano
Cura Stefania Lora
Produzione Socìetas Raffaello Sanzio
Un viaggio nella musica della voce, un <esercizio per voce e violoncello> che conduce il pubblico, grazie a una sottile ricerca che intreccia materia vocale e partitura musicale, nella concretezza drammatica dell’Inferno di Dante, faccia a faccia con figure di eccezionale intensità emotiva come Pier delle Vigne, il consigliere di Federico II ingiustamente accusato e spinto al suicidio, il Conte Ugolino della Gherardesca, signore di Pisa imprigionato con i figli condannati alla morte per fame, e infine Lucifero stesso, principe dei demoni.
“INFERNO: Canto III, Antinferno; Canto XIII, cerchio VII: Pier della Vigna; Canto XXXIII, cerchio IX: Ugolino; Canto XXXIV, cerchio IX: Lucifero"
 

Igor Vazzaz
Toscofriulano, rockstar egonauta e maestro di vita, si occupa di teatro, sport, musica, enogastronomia. Scrive, suona, insegna, disimpara e, talvolta, pubblica libri o dischi. Il suo cane è pazzo.