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La settimana a teatro: 19-25 ottobre

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Altro giro, altra corsa: dopo gli esordi stagionali (ve ne parleremo a breve) di LuccaPistoia Prato, spazio a Cascina e al Verdi pisano, per una settimana non meno densa della precedente, ricca di spettacoli in replica e prime assolute.

Da giovedì a domenica − La nuova stagione a Cascina (PI)

Sabina Guzzanti, Cascina ottobre 2015 02Tempo di debutti in quel di Cascina, al varo della stagione unica presentata mercoledì scorso da Donatella Diamanti. S’inizia giovedì 22 con l’ anteprima nazionale di Come ne venimmo fuori, assolo ucronico di e con Sabina Guzzanti (a sinistra), per la regia di Giorgio Gallione: l’impressione è di sapere già dove si vada a parare, ma, possibilmente, Arlecchino visionerà, per riparlarne a ragion (e performance) veduta.
Seguono altre prime nazionali, cui auguriamo il meglio possibile: venerdì 24 per Canto, di e con Serena Gatti (autrice anche dei versi) e Raffaele Natale (musiche), sabato 25 con l’assolo Rien ne va plus di e con Marina Romondia (l’argomento ludopatico interessa più di un arlecchinide), alle 19.
IOrtodegli-Ananassi-672x372n orario serale (alle 21), la compagnia livornese Orto degli Ananassi presenta La parte migliore di me, regia di Omar Elerian, in scena Andrea Gambuzza (autore del testo) e Ilaria Di Luca (i due, a destra): ci saremo, perché il lavoro del gruppo ci interessa non da ieri (si vedano le recensioni su Riccardo alla terza e, ancor più indietro, Testa di rame), compreso il nuovo spazio di recente e labronica apertura. Domenica, infine, altra doppiettaNasce la tempesta da un respiro amaro, messinscena collettiva d’ispirazione eschilea a cura di teatroinbiliko (ore 18.30) e, alle 20.30, In ogni caso nessun rimorso, produzione Borgobonò (con Mauro Pasqualini, Elisa Proietti e Andrea Sorrentino) che ripercorre una storia d’anarchia di oltre un secolo fa, ma che, probabilmente, non smette di parlarci.

Martedì e mercoledì 20 − Goretti e Masella al Teatro del Sale (Firenze)

Riccardo Goretti e Edoardo Nardin, Vero su bianco (sito teatro del sale)Bello spazio, il Teatro del Sale, in via dei Macci a Firenze, visitato ai tempi del sovracitato ed eccentrico Riccardo III gambuzziano: dinanzi al Cibreo, si mangia parecchio e bene, in un ambiente vivace, che offre l’occasione d’assistere a spettacoli, incontri o concerti mai banali. È il caso di martedì, giacché sulle tavole saline approda Vero su bianco, fusione narrativa tra la performance di Riccardo Goretti e i disegni dal vivo (anche questa, a ben vedere, una performance) di Edoardo Nardin. Difficile esserci, ma proveremo a inviare qualche volenteroso.
Reading Novecento, Ciro Masella, 2014 (ph. Lorenzo Chiarabini)Nella serata successiva, mercoledì, sarà un altro amico di Arlecchino, Ciro Masella, a esibirsi nel “regno” di Fabio PicchiMaria Cassi: l’attore e regista, infatti, (ri)porta in terra di Toscana Reading Novecento (lettura scenica ispirata al celebre monologo di Alessandro Baricco) di cui vi abbiamo detto qualche mese addietro. Niente male davvero: consigliamo a tutti coloro che s’aggirino nella zona di farci un pensiero.

Mercoledì 21 − Ascanio Celestini al cinema Arsenale (Pisa)

Ascanio Celestini (frontierenews.it)Artista ormai anfibio rispetto alle forme consolidate, il narrattore più celebrato della sua (e nostra) generazione presenzierà a Pisa in qualità di regista cinematografico: alle 18.30, infatti, sarà proiettato Viva la sposa, lungometraggio di recente uscita, protagonista lo stesso autore assieme ad Alba Rohrwacher, Salvatore Striano e Francesco De Miranda.
Chi scrive di certo non presenzierà all’incontro, ma non è certo esclusa la visione della pellicola, quarto cimento dell’artista romano con la settima arte, dopo Senza paura (2004), Parole sante (2007) e La pecora nera (2010). Cercheremo, in qualche modo, di riparlarne.

Giovedì 22 − Sinisi (non) è Riccardo III a Buti (PI)

Michele Sinisi, 'Riccardo III', (ph da pontederateatro.it)La rassegna butese Piccoli fuochi presenta uno spettacolo debuttato a Lari circa un anno fa, prontamente (!) recensito su questi schermi. Michele Sinisi, solido interprete e regista pugliese, ingaggia un autentico corpo a corpo col capolavoro scespiriano, smontato e rimontato per sequenze verbali reiterate, piegato come ferro incandescente sotto i colpi di martello d’un fabbro.
Una performance intensa, impegnativa e (per noi è un pregio: sempre) che non si fa dimenticare. Al debutto eravamo presenti e ricordiamo una certa costernazione del pubblico, rimasto interdetto e, sostanzialmente, diviso in due. E anche questo è un bene.

Da giovedì a domenica L’apparenza inganna a Pistoia

L'apparenza inganna, Bernhard-Tiezzi, 2000Primo vero debutto per la bella stagione pistoiese: è la volta di L’apparenza inganna, testo di Thomas Bernhard, regia di Federico Tiezzi,  con Sandro Lombardi (in veste pure di Dramaturg) e Massimo Verdastro, per una produzione che vede collaborare Associazione Teatrale Pistoiese Compagnia Lombardi-Tiezzi. “In due situazioni di speculare claustrofobia, nell’orizzonte limitato di una terra desolata dello spirito, è sorprendente l’ampiezza di registri e di stati d’animo, di sfumature e di invenzioni che Bernhard mette in campo. In uno stile asciutto e acido, il drammaturgo sciorina tutta una collezione di sofferenze e di dolori, con il paradossale risultato di raggiungere una sinistra, corrosiva comicità”. C’è tempo per vedere l’allestimento, in sosta al Manzoni sino a sabato 31 ottobre. Presenzieremo senz’altro, in qualche forma.

Venerdì 23 − Il comico Matteo Cesca a Porcari (LU)

Matteo CescaDa tempo in rampa di lancio in quel pelago complicato che è la comicità televisiva, il lucchese Matteo Cesca porta nella vicina Porcari (Auditurium Vincenzo da Massa Carrara, difficile trovare un nome più complesso da gestire in termini di informazione) il suo nuovo one man show dal titolo È bravo ma non si applica, anche questo in anteprima nazionale. L’artista, segnalatosi positivamente allo Zelig di Milano e per una cospicua serie di comparsate in tv (segnaliamo MetropolisColorado Café), è al terzo “titolo” della propria produzione (dopo Comico ergo sum del 2011 e Novantacinque la minima, due anni dopo), quindi in una fase cruciale per la propria avviata carriera. Prima o poi lo vedremo all’opera.

Da venerdì a domenica − Marconcini e i Memory Plays di Pinter a Pontedera (PI)

daddi-marconcini-2Abbiamo visionato, e recensito con positiva convinzione, sia Silence sia Voci di famiglia (ecco le prove: Ricordi? ParlavamoCara mamma, caro figlio). Ribadiamo, dunque, quanto pensiamo a proposito di Dario MarconciniGiovanna Daddi e il loro protratto studio su un’interessante porzione della drammaturgia pinteriana (ma il discorso vale ampiamente per il generale percorso artistico dei due): questo è, senza dubbio, teatro, in senso proprio morgantiano, in quel suo essere fragilissimo, necessitante di estrema protezione, poiché non compare se non dal buio e dal silenzio (in opposizione allo spettacolo: che “È grande. È robusto, non necessita di cure particolari, solo di un’amplificazione che funzioni come si deve”, ma il discorso potrebbe continuare). Per l’uscita pontederese (ricordiamo pure la presenza in scena del validissimo Emanuele Carucci Viterbi), la trilogia s’arricchisce con Notte, altro memory play del premio Nobel. Cercheremo senz’altro di esserci, in qualche forma.

Venerdì e sabato − Doppietta di spettacoli al Teatro Rossi Aperto (Pisa)

Insabbiati, foto Sara FasulloMerita menzione anche la proposta settimanale del Teatro Rossi Aperto di cui presto (si spera) parleremo in chiave strutturale. Venerdì sarà ospitato Insabbiati, progetto di e con Valentina Bischi (a destra) con musiche di Gianpietro Di Rito): si tratta di un racconto a una voce con l’accompagnamento e il controcanto di una chitarra, una storia italiana di guerra e amore, protagonista una sorta di Penelope degli anni Quarante che attende il suo Ulisse. Invano.
La sera successiva, invece, sarà il gruppo AmerichE Teatro (Elisa Paolicchi e Alice Vannozzi) a proporre Airswimming o della fisiologia del cuore di Charlotte Jones. Si tratta di un racconto ambientato all’interno del manicomio criminale di Santa Dymphna, protagoniste le donne Persefone Baker e Dora Kitson. Le due, entrambe madri al di fuori dell’istituto, passano oltre cinquant’anni in cattività, erigendo un mondo a parte, una via di fuga dall’internamento, che durerà sino alla raggiunta libertà. Doppia prova d’attrice per Paolicchi e Vannozzi, supportate dalle musiche di Matteo Consani e Giulia Puccetti.

Venerdì e sabato − Solfrizzi inaugura la stagione del Verdi (Pisa)

Emilio Solfrizzi in 'Sarto per signora', regia V. Binasco (ph CS Giglio)Bell’esordio da teatro digestivo per il Verdi: Sarto per signora, farsa di Georges Feydeau, protagonista Emilio Solfrizzi, ci pare un’ampia concessione alle esigenze di cassetta. Abbiamo visto l’allestimento (incuriositi per la regia firmata da Valerio Binasco, responsabile pure di traduzione e adattamento) nel suo passaggio lucchese e confessiamo apertamente: non ne ricordiamo praticamente niente, il che è tanto strano quanto indicativo. Spulciando tra le pagine arlecchine, però, ne rinveniamo sapide tracce nel primo capitolo del nostro Bestiario (tranquilli: lo stiamo per riprendere!). Cosa dire? Si può dare di più, sempre e comunque, ma, questa volta, è davvero difficile che ci vedano dalle parti di via Palestro. Non è snobismo, sia ben chiaro: vediamo volentieri sia i Neil Simon convenzionali sia la Societas, senza chiedere all’uno quel che può dare l’altro. Ma, all’ingresso in sala, vorremmo almeno poter sperare di venire sorpresi.

Sabato − Fine dell’Utopia… ma riprenderà, a Livorno (NTC) 

Il tamburo sfondatoUltimo appuntamento per Utopia del buongusto, la pluriennale rassegna estiva (eufemismo: siamo ormai in pieno autunno) organizzata da Andrea KaemmerleGuascone Teatro. Chiusura labronica in quel del Nuovo Teatro delle Commedie, spazio polifunzionale assai attivo, con Il tamburo sfondato, spettacolo che vedrà in scena l’instancabile comico assieme a ben venticinque musicisti dell’Accademia della Chitarra per un “omaggio al grande Hrabal e alla città di Praga, una bellissima lotta tra la musica godereccia e popolare delle bande da osteria e la sofisticata atmosfera delle orchestre sinfoniche”. Ispirato, appunto, al racconto omonimo dell’autore ceco, l’allestimento vuol presentarsi “divertente e poetico”, mescolando magia, arroganza e sbruffonaggine tutta clownesca.

Da martedì a domenica − Ancora Utoya

'Utoya', Arianna Scommegna e Mattia Fabris (il tirreno)Ultimi sei giorni di repliche pratesi (al Magnolfi) per Utoya, di Edoardo Erba, per la regia di Serena Sinigaglia e le prove attoriche di Arianna ScommegnaMattia Fabris. Non lo diamo per certo, ma è probabile che qualche arlecchino abbia già provveduto a vedere e presto se ne possa leggere; in ogni caso, chi scrive probabilmente farà un salto in area laniera nei prossimi giorni, anche perché il già presente interesse per l’operazione è stato ulteriormente incoraggiato da alcuni riscontri giunti in forma del tutto confidenziale.
Apprendiamo, infine, che lo spettacolo trae spunto da un libro, Il silenzio sugli innocenti. Le stragi di Oslo e Utøya – Verità, bugie e omissioni su un massacro di socialisti, scritto del navigato giornalista genovese Luca Mariani per Ediesse Edizioni.

E anche questa volta siamo giunti alla fine: chiudiamo con l’augurio per una settimana di buone, anzi ottime, visioni a tutti.

Igor Vazzaz
Toscofriulano, rockstar egonauta e maestro di vita, si occupa di teatro, sport, musica, enogastronomia. Scrive, suona, insegna, disimpara e, talvolta, pubblica libri o dischi. Il suo cane è pazzo.

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