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La settimana a teatro: 21-27 settembre

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Salutiamo l’estate, la terza più calda dal 1800 (quante volte abbiamo sentito definizioni simili? Mah…), per affrontare un autunno che si preannuncia carico di novità. Non è detto siano positive, ma il rimescolamento generale che ha messo in subbuglio la realtà teatrale italiana negli ultimi mesi ci riserverà di certo sorprese. Ciancio alle bande: vediamo cosa ci offre la settimana, dato che, tra messe in scena e festival vari, c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Da mercoledì 23 a domenica 27 − Moschettieri “americani” a Pistoia 

Sacchi di SabbiaSabato sera al Manzoni, per Il pifferaio magico della secolare compagnia marionettistica dei Colla, era presente, come si dice in Toscana, “il mondo”. Intravisti vari protagonisti della stagione appena presentata (Gli Omini al completo, uno smagliante Massimo Grigò, Roberto ValerioRodolfo Sacchettini − che asserisce di leggerci, ma abbiam perso l’attimo per ricordargli che dovremmo intervistarlo − e molti altri), tra cui i Sacchi di Sabbia con prole al seguito che, da mercoledì a domenica, al Bolognini, saranno impegnati con il primo episodio (di tre ) I quattro moschettieri in America, una riscrittura di Giovanni Guerrieri, già trasmessa come su Radio Tre. All’ascolto del podcast, mesi addietro, non siamo rimasti particolarmente colpiti (strano, dato che apprezziamo non poco il lavoro dei Sacchi); per questo siamo sicuri che la traduzione fisica del dettato senz’altro rappresenterà un incremento interessante alla drammaturgia di partenza.

Martedì 22 (ma anche il giorno prima) − Il Teatro del Giglio si presenta (Lucca)

teatro del giglio esterno_04Non per emulare i cugini pistoiesi, ma a Lucca, martedì ore 18, l’appuntamento è al Giglio: alla presenza di varie autorità (previsto il buon sindaco Tambellini, di cui potremmo anticipare adesso il discorso: come quelli dei neoacquisti calcistici  − si vince in undici, non mi importa di segnare, l’importante è che vinca la squadra… −, si tratta sempre di roba sentita e risentita) saranno presentati alcuni traguardi economici raggiunti dall’amministratore unico Stefano Ragghianti.
Infine, vi sarà un brindisi assieme a Massimo Venturiello, tra i protagonisti del (non brillantissimo) cartellone 2015-16. Con tutto l’affetto che nutriamo per quella che è anche un po’ la nostra casa (il che acuisce parimenti speranze e scoramento) e riconoscendo il momento particolare, non neghiamo che l’occhio di là da Serravalle corre assai volentieri: speriamo di non essere soli e che qualcuno prenda ispirazione.
Testa in confusioneVi è, però, un piano su cui Pistoia è letteralmente stracciata (ma anche la Parigi della Belle Époque, la Zurigo del Cabaret Voltaire, e Bangkok, Phnom Penh, Los Angeles, Bogotà, e le città che fonderemo, forse, su altri pianeti): il piglio neodada. Siamo stati allertati sul fatto che oggi (lunedì 21) alle 15.30, al Giglio si terrà la conferenza stampa di presentazione della presentazione della stagione che avverrà domani. Rasentiamo l’orgasmo, col rammarico di esserci persi la presentazione della conferenza stampa di presentazione ecc. ecc.

Da mercoledì 23 a domenica 27 − il Giappone al Teatro Era (Pontedera)

Mum&Gypsy (ph. Ilaria Costanzo)Pontedera ha inizio una stagione assai interessante, proprio a causa della nuova dimensione istituzionale e produttiva, che vede lo storico centro sperimentale assurgere al ruolo di Teatro Nazionale in coabitazione con la Pergola fiorentina. Il debutto per un’annata così cruciale è affidato a Mum&Gypsy, compagnia giapponese non ignota ai nostri palcoscenici, che porterà sulle tavole dell’Era un nuovo allestimento, intitolato Different Shape.
fujita_portraitCon questa nuova produzione, il regista Takahiro Fujita, classe 1985 e artista emergente della scena del Sol levante, sceglie di confrontarsi con la cultura italiana, partendo dal cibo: quattro ragazzi italiani e quattro giapponesi si confrontano tra le lame e i fuochi di una cucina. «Il meccanismo drammaturgico sviluppato da Fujita coi suoi spettacoli, prende un fatto di cronaca e lo ricrea sul palco, sezionandolo per parti e punti di vista: il risultato è un vibrante ritratto umano, capace di mettere a nudo una generazione, le sue speranze e le sue paure, con suggestioni letterarie, ispirazioni cinematografiche a dar vita a un linguaggio originale e particolarissimo». Incuriositi, fasciati da un kimono, ci saremo.

Giovedì 24 − Gioco di specchi in prova al Teatro Rossi Aperto (Pisa)

Annibale PavoneDi Gioco di specchi abbiamo recentemente parlato, in occasione di una delle ultime repliche date, all’interno dell’ultima edizione di Collinarea. Nel frattempo, ad affiancare l’amico Ciro Masella nel labirintico intreccio che Stefano Massini trae da Don Chisciotte della Mancia, non sarà (più?) il bravo Marco Brinzi, bensì Annibale Pavone. Messinese, attore ben navigato, per lungo tempo interprete e collaboratore di Antonio Latella, Pavone (che non abbiamo mai visto all’opera di persona) ci pare una scelta non priva di fascino. Sarà interessante vederlo misurarsi su questo lavoro e non escludiamo che ci possa scappare una sbirciata arlecchina. Stiamo in campana e chi può, vada.

Giovedì 24 − La prossima stagione a “Piccoli fuochi”, Buti (PI)

La prossima stagione, M. Santeramo, disegno di Cristina GardumiDopo aver bucato il debutto del piccolo ma tenace festival butese allestito da Dario Marconcini (le vie della comunicazione sono infinite), eccoci al secondo appuntamento di Piccoli fuochi, con un lavoro di cui abbiamo già (per paradoxos) detto, ossia La prossima stagione: in scena, Michele Santeramo, accompagnato dalle immagini di Cristina Gardumi, per uno Spettacolo da leggere, come recita il sottotitolo. Personalmente, la visione effettuata a Lari qualche settimana fa, non ci è spiaciuta affatto, benché non tutta la delegazione arlecchina fosse concorde nel giudizio. Buona occasione, dunque, per vedere (e far vedere) l’allestimento con nuovi occhi e, nell’eventualità, riparlarne.

Da venerdì 25 a domenica 27 − Da Montenero a Vladivostok con Andrea Kaemmerle (e ritorno)

Kaemmerle, Cabaret mistico-1Tutti in carrozza, si parte! Sembra la quotidiana, ancorché storica, funicolare per Montenero (Montinero, nella vulgata locale, quella della ribotta), ma, in realtà, si tratta di uno dei vagoni moscoviti in partenza per la tratta delle tratte: la Transiberiana. Per noi (e per i labronici, lo diamo per certo), qualcosa di ferroviariamente pure più caro persino di quel mito mitteleuropeo che fu l’Orient Express. Andrea Kaemmerle, nei panni di Slava, ritorna in scena con Vagoni vaganti, scortato da Claudio Parri (in arte Cola), per accompagnare i viaggiatori in un’ìmmersione di suggestioni letterarie nel raggiungimento di quella città collocata “alla fine del mondo”. Ne può valere la pena e, credeteci, avrete meno inconvenienti rispetto a Trenitalia o Italo.

Da venerdì 25 a domenica 27 − “Il senso del ridicolo”, umorfestival a Livorno

il-senso-del-ridicoloMagia della comunicazione. O falle della ricerca su Google. Fatto sta che, a Livorno, dalle parti di Piazza del Luogo Pio, si terrà Il senso del ridicolo, sedicente «primo festival dedicato all’umorismo», ben nutrito di incontri, presenze e qualche spettacolo per riflettere su uno dei fenomeni, il riso, più interessanti e umani che vi siano. A dire il vero, e senza neppure andar lontano, sino ad almeno il 2008, ricordiamo Qui rido io, a Pontedera, ben organizzato dal caparbio Walter Scancarello e al quale siamo stati più volte invitati (in epoca pre-arlecchina), tant’è. Di teatrale o giù di lì, segnaliamo i passaggi di Alessandro Bergonzoni (venerdì, 21.30) con Estenuanze (Incontro sullo scibile considerato sconsiderato) nonché, la sera seguente (sabato) alla stessa ora, Da Caino e Abele ai Fratelli Marx, con Gioele Dix affiancato dalla “collega” Chiara Chiappori, «spettacolo camuffato da conversazione semiseria» in cui si trarrà «ispirazione dall’inciampo, dalle cose storte, persino, anzi soprattutto, dal dolore», per una «terapia che elude ma non illude».
Teatro Sotterraneo, Homo Ridens_ph_Paolo RapalinoDi certamente teatrale, inoltre, segnaliamo la presenza di Teatro Sotterraneo, domenica alle 16.30 (Teatro Vertigo) con Homo Ridens_Livorno, adattamento in situ per una «performance pensata come esperimento su campione, un test sul pubblico-cavia chiamato a reagire a determinati stimoli che attengono al riso e ai suoi meccanismi». Il progetto è concepito come in fieri, per raccogliere i risultati in ogni città in cui viene realizzato con l’intento «d’indagare l’attitudine umana alla risata, misurandone i limiti e la complessità. Nel riso rinunciamo alla funzione vitale del respiro, nel riso è la parte aggressiva di noi che ci fa digrignare i denti, nel riso è l’intrattenimento del potere ma anche la rivolta popolare. Sappiamo che la coscienza di sé permette all’uomo di vedersi dall’esterno. Sappiamo che la coscienza di sé rende l’uomo consapevole della morte. Ma cosa c’è da ridere?» I “Sotterranei” sono tra i gruppi che seguiamo con maggior interesse e, possibilmente, ci piacerebbe inviare qualcuno a vedere (offriamo poncecinqueccinque, eventualmente).

Da martedì 23 a domenica 27 (e oltre) − “Contemporanea Festival”, Prato

contemporanea prato-2015Inizia venerdì l’ormai consueto appuntamento pratese con il contemporaneo performativo, nei suoi esiti più ampi possibili.
Il programma, tra laboratori, spettacoli, incontri, cartelloni collaterali per ragazzi, è vasto, parcellizzato, difficile da descrivere in sintesi e, quindi, a costo di sbagliare (anzi, proprio per evitare buchi clamorosi), vi diciamo solo quel che vedremmo, rimandandovi al sito ufficiale per un migliore e più puntuale discernimento. Folgorati da Bleu! visto a Lucca lo scorso marzo, vorremmo davvero rivedere all’opera TPO che, per l’occasione (giocano in casa), presenteranno Piantala. Vita avventurosa delle piante in giardino, da venerdì 25 (ore 17) in poi, al Fabbrichino.
Inoltre, sabato 26, al Centro per l’Arte Contemporanea Pecci si terrà una serata con sei realtà di tra teatro e danza contemporanea (Butterfly Corner/Virgilio SieniKinkaleriJacopo JennaSilvia CostaRenzini & GiovanniniMK).  

Da martedì 22 a sabato 26 − “Avamposti“, Calenzano (FI)

avamposti-orizzontaleAltro giro, altro festival: questo è organizzato da Il Teatro delle Donne, in quel di Calenzano, Teatro Manzoni. La scorsa fine di settimana è, per l’appunto, andata, inclusa l’inedita accoppiata Isabella Ragonese Cristina Donà: a chi fosse interessato alla questione femminile declinata in scena, consigliamo di dare un’occhiata. Martedì c’è Iaia Forte nei panni virili di una nota “creatura” sorrentiniana nel nuovo Tony Pagoda. Ritorno in Italia, sorta di sequel rispetto a Hanno tutti ragione; mercoledì, la brava Elena Arvigo torna a interpretare 4:48 Psychosis di Sarah Kane, nella traduzione di Barbara Nativi, per un allestimento che abbiamo visto qualche stagione fa e che raccomandiamo; giovedì è il turno di Amanda Sandrelli in Una madre lo sa (testi di Conchita De Gregorio), ma non ci incuriosisce; si chiude con Ti lascio perché ho finito l’ossitocina di e con Giulia Pont (cena più spettacolo, al ristorante La Giara) e Desaparecidos #43, prima nazionale del gruppo Instabili Vaganti  a tema latinamericano, ma non, come si potrebbe pensare, argentino, poiché il dramma da cui prende spunto il testo di Anna Dora DomoNicola Pianzola si riferisce a un recente evento consumatosi in Messico nel novembre 2014.

Sino a domenica 27 − “CirkFantastik”, Firenze, Parco delle Cascine

Cirkfantastik 2015, Firenze (locandina ufficiale, da sito)Siamo andati e, siatene certi, pubblicheremo (a dire il vero: abbiamo già scritto). Il consiglio è: se potete, fate un salto alle Cascine. Per colpa (anche) nostra, non vi abbiamo segnalato i mitici Tony Clifton Circus (andati in scena sabato e domenica scorsi), ma, anche a scatola chiusa, CirkFantastik ci è parsa una gran bella manifestazione. Dura sino a domenica, noi ve l’abbiamo detto.

E anche per questa settimana è (speriamo) tutto. Buone visioni.

 

Igor Vazzaz
Toscofriulano, rockstar egonauta e maestro di vita, si occupa di teatro, sport, musica, enogastronomia. Scrive, suona, insegna, disimpara e, talvolta, pubblica libri o dischi. Il suo cane è pazzo.

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