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Adulti? No, grazie. Il Pinocchio di Zaches Teatro

Sguardazzo/recensione di "Pinocchio - Storia di un bambino e della fata che gli cambiò la vita"

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Cosa: Pinocchio - Storia di un bambino e della fata che gli cambiò la vita
Chi: Giulia Viana, Gianluca Gabriele, Enrica Zampetti
Dove: Cascina (PI), La Città del Teatro/Politeama
Quando: 29/11/2015
Per quanto: 70 minuti

Può sembrare un paradosso, ma, talvolta, il male del teatro non è la mancanza di pubblico, bensì la sua presenza. Non v’è da opporre le pur comprensibili obiezioni circa la necessaria abilità d’incanto da parte di chi s’industria in scena, ma di mera (il)logica umana. Perché recarsi a teatro (uscire di casa, prendere la macchina, parcheggiare, pagare un biglietto) portandovi la famiglia, per poi passar il tempo a cincischiare con lo smartphone? Nulla può l’arte contro la deficienza (almeno d’educazione), ce e ve ne rendiamo conto. Curioso, però, che il nostro personalissimo anatema contro gli adulti presenti a vedere Pinocchio di Zaches Teatro (seconda replica del pomeriggio, complimenti a loro) ci pare in singolare risonanza col senso dell’allestimento.

Zaches è un gruppo che abbiamo intercettato e scoperto nelle ultime settimane, a Cascina, piazza che per cultura non invidierebbe nulla a nessuno. Pubblico avvisato all’inizio: l’allestimento può far paura, e si raccomanda, specie ai bambini, di non limitarsi al trauma dello shock, ma di provare a conviverci; comprendiamo il discorso, in un’epoca che pare nemica del perturbante da pretender l’impossibile elusione d’ogni ruvidezza. Discorso da barbogi: lo chiudiamo qui.

Zaches Teatro, 'Pinocchio' 05Le storie collodiane vengono tradotte in un raffinatissimo dispositivo audiovisivo: nessuna proiezione video, s’intenda, ma una scena spoglia, di desolato cromatismo sabbioso contrapposto al porpora del sipario sul fondale, esplicita evocazione teatrica. La concreta partitura sonora è di gran pregio: del resto, la cura minuta d’acustica e musiche è fra i nuclei principali della ricerca zachesiana. Giulia Viana è un burattino pigolante e mercuriale, chiarovestito, lieve nelle movenze: il suo incedere ha un che di mortifero, inquietante. Il protagonista è circondato da caratteri buffi e angosciosi, con volti coperti quasi per intero da maschere di ottima fattura: su tutti, Gatto e Volpe, truffatori che strappano sorrisi all’infante platea. La vicenda è scientemente disumanizzata: non vi figurano che pupazzi, compresa l’ambigua (già nell’originale) Fata-bambina.

Zaches Teatro, 'Pinocchio' 04Il taglio di Luana Gramegna s’avviluppa alla massa oscura cui Pinocchio non può che alludere: simbologie lugubri, in cui macabro la fa da padrone, il tutto consacrato a un umorismo spiccato, specie per la recitazione grottesca, a tratti indovinatamente circense, dei bravi Gianluca Gabriele ed Enrica Zampetti, abilissimi nello slittar di parte in parte, componendo via via l’allucinato coro dei compagni pinocchieschi.

Il lavoro ci sembra patire di qualche pausa eccessiva, in particolar modo con l’approssimarsi del finale, forse troppo brusco: sottoscriviamo l’idea che il vero Pinocchio sia il burattino, e non il perfetto impiegato a cui lo condanna in futuro il suo improvvido autore, ma una gestione più fluida del tutto avrebbe potuto giovare.
Zaches Teatro, 'Il Minotauro' 01Quella misura che, per esempio, abbiamo trovato felicissima in Il Minotauro, allestimento della stessa compagnia presentato qualche giorno avanti in una sorta di anteprima (sulla necessità di ben distinguere tra queste e prove aperte ci siamo già espressi, e ci ritorneremo). Lavoro più coreutico, con Gabriele smagliante nella parte del povero Teseo (non che il figlio del re ateniese Egeo faccia una gran figura nella storia) e una materica costruzione per suoni e immagini che ci ha ricordato, tra le mille differenze, certi esiti del Teatro Del Carretto. Spettacolo “compiuto”, a nostro avviso, nonostante le cautele di Gramegna e compagni, confidiamo di rivederlo, e non solo perché (lo dichiariamo per trasparenza) l’arlecchina  Anna Solinas è all’uopo balzata sull’altro lato della scena per interpretarvi Arianna.

Torneremo a vedere Zaches, quindi, sperando in un pubblico (specie gli adulti) ben migliore.

Zaches Teatro, 'Pinocchio' 03

VERDETTAZZO

Perché:
Se fosse... un giocattolo sarebbe... un vecchio carillon intarsiato

Locandina dello spettacolo



Titolo: Pinocchio - Storia di un bambino e della fata che gli cambiò la vita

di Zaches Teatro
liberamente ispirato a Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino di Carlo Collodi
dedicato al Maestro Nikolaj Karpov
regia e drammaturgia Luana Gramegna
scene, luci, costumi e maschere Francesco Givone
con Gianluca Gabriele, Giulia Viana, Enrica Zampetti
musiche originali Stefano Ciardi
collaborazione alla drammaturgia Enrica Zampetti
tecnico del suono
Dylan Lorimer
realizzazione costumi Anna Filippi
promozione e organizzazione Isabella Cordioli
produzione Zaches Teatro 2013/2014
in collaborazione con
Fondazione Sipario Toscana onlus – La Città del Teatro, Regione Toscana, Kilowatt Festival e I Macelli di Certaldo


Ci troviamo in un Teatro di Marionette dismesso, in un luogo dal sapore incantato, a raccontare una storia che vede come protagonista proprio un burattino, creato di proposito per calcare le scene. A ben vedere, però, c’è un curioso ribaltamento in atto: anziché essere i pupazzi a rappresentare gli esseri viventi sono invece gli esseri umani, gli attori, a rappresentare dei burattini. Ad accompagnarci in questo mondo liminale, frontiera magica tra sogno e realtà, è la figura enigmatica della Fata-bambola turchina, che si anima, con movimenti plastici e un fare straniato, per raccontare le peripezie di Pinocchio. È lei la narratrice-manipolatrice della storia che, usando costantemente trucchi teatrali, guida Pinocchio nelle sue avventure- disavventure iniziatiche. L’intento dello spettacolo è ritrovare quella forza originale del testo che nel tempo si è perduta, quell’atmosfera un po’ polverosa e usurata, ma anche cruda e ironica.

Igor Vazzaz
Toscofriulano, rockstar egonauta e maestro di vita, si occupa di teatro, sport, musica, enogastronomia. Scrive, suona, insegna, disimpara e, talvolta, pubblica libri o dischi. Il suo cane è pazzo.