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Tra Natale, San Silvestro e oltre: a teatro dal 21 dicembre al 3 gennaio

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Puntuali come le scadenze fiscali, ecco arrivare le festività natalizie, così colorate, effusive, ottimiste: al di là delle controversie (tutti possono accedere a Wikipedia), l’ufficio marketing Coca Cola dei primi anni Trenta era davvero composto da geni (del male).

Lo scriviamo da anni, ovviamente senza successo: ci resta inspiegabile il fatto che le due settimane acciambellate tra Natività ed Epifania risultino avare di proposte teatrali (ma pure sportive). Nel momento in cui la maggior parte delle persone si trova a casa (ristoratori e medici, evidentemente, sono altra cosa), con tempo e pure qualche spicciolo da spendere, teatranti e programmatori, anziché offrire un modo interessante e divertente di passare le serate (e di lavorare), si rintanano nelle proprie magioni a ingolfarsi di maritozzi. Ah, ma la crisi di pubblico…

Lanciamo quindi una puntata di doppi consigliazzi, accorpando sia la presente sia la prossima settimana, ultimo dell’anno incluso. Le occasioni sono diradate, ma, ovviamente, vi rimandiamo, per completezza, al sempre prezioso Calendazzo.

Gli (o)sceno-panettoni: Lucca, Livorno e Casciana Terme (PI)

enzo avitabile-e-pippo-del-bono-011Si parte stasera (lunedì 21 dicembre) con un’autentica strana coppia, formata da uno dei più celebri e discussi teatranti italiani affiancato da un sassofonista dalla carriera più che trentennale: sulle tavole del GiglioPippo Delbono ed Enzo Avitabile porteranno la propria Bestemmia d’amore, ossimorico titolo a indicare un “canto, un concerto dove le parole diventano musica per parlare di questo tempo volgare e sacro, nero e luminoso, duro e dolce. Per parlare ancora dell’amore, dell’amore bestemmiato, ferito, affogato, ucciso, rinato, ucciso ancora, ancora vivo“. Parole toccanti, da parte di chi (l’attore genovese) arriva puntualmente in ritardo agli incontri col pubblico senza neppure prendersi la briga di rendersi minimamente gradevole (si vede che l’amore corre su altri binari) e chi è reduce da alcuni duetti (2013 e 2014) con Gigi D’Alessio. Tutto si tiene: a organizzare non è il Teatro del Giglio, ma il promoter D’Alessandro & Galli, genio assoluto del chiagni e fotti e patron del Summer Festival, la kermesse musicale di cui la sopradetta bestemmia è appendice invernale. Chi scrive diserterà, ma qualche arlecchino potrebbe tentare la visione per uno sguardazzo profondamente natalizio.
panariello-sotto-l-albero_2015Autentico (o)scenopanettone, equivalente teatrale d’un genere cinematografico che ci pare(va) declinante, il Panariello sotto l’albero – lo show delizierà il Modigliani Forum livornese non una, bensì due sere, 22 e 23 dicembre. Assolo d’un comico la cui affermazione indiscussa ha sempre rappresentato (al di là di alcune caratterizzazioni riuscite, in genere molto verdoniane come rappresentazione d’una peculiare comédie humaine) per chi scrive un autentico mistero, ora superato da quello relativo agli intrepidi che, per l’occasione, pagheranno il pacchetto Platea gold package la cifra di 180€ (360.000 lire del vecchio conio, per citare un collega che abbiamo sempre istintivamente apprezzato di più): vorremmo formulare ipotesi su cosa comprenda tale pacchetto, ma è Natale anche per noi e abbiamo già dato sopra con Delbono.
Cecco e Cipo, Natale 2015Se scenopanettone dev’essere, allora che sia all’insegna dell’ironia: quindi propendiamo (anche se non andremo perché impegnati altrove) per Cecco & Cipo, duo cantautoriale di marcata derivazione toscana (Simone Ceccanti e Fabio Cipollini, provenienti dalla provincia fiorentina, due talentacci con alle spalle un paio di apprezzate incisioni autoprodotte), che, a “bocce ferme”, la sera del 26 dicembre (sabato, 21.30), al Teatro Verdi di Casciana Terme proporranno il loro Grande concerto di Natale, ossia Come digerire il pesante pranzo natalizio. Musica e risate: noi ve l’abbiamo detto.

Sabato 26, domenica 27 − Favole per tutti, tra Firenze e Porcari (LU) 

Un sincero plauso, date le premesse di cui sopra, a due spazi che riteniamo preziosi e interessanti, chi ci segue (chi ci segue?) lo sa bene: Teatro Cantiere FloridaSPAM!
Zaches Teatro, 'Pinocchio' 02Tra sabato e domenica, sul palco fiorentino di via Pisana, triplo appuntamento (pomeridiana-serale più pomeridiana il giorno successivo) per il Pinocchio di Zaches Teatro che abbiamo sguardazzato recentemente per voi. Un’autentica e originale visione del capolavoro collodiano, con svariate qualità: su tutte, il convincente rigore formale per quel che si offre all’occhio e all’orecchio dello spettatore (bellissime le maschere, oltre alla scenografia e alle musiche), in grado di soddisfare, come dovrebbe essere per qualsiasi fiaba ben svolta, il gusto sia bambino sia adulto. Non vogliamo citarci addosso e, per i dettagli, vi rimandiamo alla recensione sopra segnalata; detto ciò, vi consigliamo veramente di andare.
Le mille e una notte (Teatro del Carretto, 2014) 2Porcari, domenica 27, ultimo appuntamento per Qualcosa si muove, la rassegna “autunno/inverno” di SPAM! che, quest’anno, ci pare aver ottenuto un successo oltre le aspettative. Tornano in scena Le mille e una notte nella rilettura, sempre originale e pregevole, di Maria Grazia Cipriani e del suo Teatro Del Carretto. Spettacolo intenso, meno adatto, però, ai bambini (da quel punto di vista, la storica compagnia lucchese ha dato forse il proprio meglio con il magnifico Biancaneve, che da più di trent’anni incanta ogni tipo di pubblico): lo abbiamo visto al debutto, scrivendone non una, bensì due volte, fornendo pure un apposito arazzo iconografico. La copertura, volendo, è completa, ma non escludiamo che qualche arlecchino possa tornare a dare un’occhiata. Di certo, salutiamo con gioia l’incontro tra due realtà come SPAM! e Teatro Del Carretto: è bene che chi opera con impegno e successo nello stesso campo, specie in un territorio come quello lucchese, si parli e sappia collaborare.

Prima di San Silvestro − Tra Firenze e Valdottavo (LU)

Maledetto nei secoli dei secoli l'amoreMartedì 29, ancora in scena al Florida: è la volta di uno spettacolo firmato da Renata PalminielloMaledetto nei secoli dei secoli l’amore, da un racconto di Carlo De Amicis, tradotto in assolo scenico per Valentina Sperlì. Un’intensa e intima indagine sul tema della vita e della morte, con una donna dai lati sfuggenti (una chiromante) presso il capezzale del cugino in coma, amante anni prima rifiutato. Vedemmo il debutto di questo monologo, a Pistoia un anno e mezzo fa: l’obiettiva bravura dell’interprete sembrava “scontarsi” con un testo per niente facile, ma confidiamo che tempo e repliche abbiano contribuito al passo dell’allestimento.
Kansas City BianciardiNella stessa serata, segnaliamo un interessantissimo debutto al Teatro Colombo di Valdottavo: il titolo è Kansas City – Vita immaginaria di Luciano Bianciardi e, già con questo, l’interesse di chi scrive è conquistato. Si tratta di uno spettacolo musicale dedicato a una delle figure più belle e controverse della lettatura italiana del dopoguerra, l’autore di La vita agra: dalla presentazione, leggiamo “8 quadri per una radiocommedia” da I Quaderni di Valdottavo, un’idea di Nicolao Valiensi, a firma Claudio Riggio (chitarrista e compositore), con Antonio Calandrino e un ensemble musicale composto da Piero Bronzi (flauto, sassofoni), Nicolao Valiensi (eufonio e trombone), Silvio Bernardi (trombone), Wardy Hamburg (sax alto), Lara Panicucci (clarinetto), Marco Fagioli (basso tuba) e Valentina Cinquini (arpa). Afferma Riggio: “Mi ha sempre incuriosito il fatto che un uomo, innamorato della propria terra, la mia terra, la chiamasse con un altro nome. Sentirsi straniero, perpetuamente adolescente della propria vita, investito da quella felicità di risentirsi sé stesso, come ci capita scendendo da un treno, in una stazione, in una città nuova, sconosciuta. Ma se è così, e Bianciardi lo aveva capito, l’unico viaggio possibile è quello immaginario, l’unico in grado di portarci veramente lontano, a casa nostra. Noi felici e sconosciuti”. Probabilmente ci saremo.

Fine anno a teatro (e poco oltre) − Bientina, Cascina, Pisa e Firenze

Rapida carrellata per chi, in mancanza di alternative brillanti come giocarsi una mano con botti e petardi illegali, volesse trascorrere il veglione di San Silvestro a teatro: le proposte sono, ovviamente, improntate al comico e condite, come minimo, da brindisi augurali, quando non, addirittura, da veri e propri cenoni.
Kaemmerle, Cabaret mistico-1Partiamo con Bientina, a “casa sua”, ossia il Teatro delle Sfide, Andrea Kaemmerle propone il debutto di Cabaret mistico, assieme alla Folk Orchestra; le “danze” hanno inizio per le 22 o, ovviamente, il meglio verrà dalla mezzanotte in poi.
Poco distanti, Anna MeacciKatia Beni saranno in scena a La Città del Teatro di Cascina, con il loro Scoop!, un duetto irresistibile per due attrici ormai amate dal pubblico: il testo è stato redatto a sei mani dalle protagoniste con Donatella Diamanti. A corredo, oltre al brindisi, la possibilità di cenare.
benvenutiNel capoluogo, al Teatro Verdi di Pisa, appuntamento alle 22.15 con Benvenuti in casa Gori, più che uno spettacolo, una certezza: Alessandro Benvenuti ripropone il suo capolavoro, ormai avviato al trentennale dal vero debutto (maggio 1987, una lettura scenica a margine della “prima” del trio Le Galline, tra cui figurava la sopracitata Katia Beni, sulle tavole del Teatro di Rifredi).
Yllana GagfatherE con questo, ormai storico, spazio di Firenze chiudiamo la minirassegna sansilvestrina, ché dal 31 dicembre (ore 22, con brindisi a seguire) a domenica 3 gennaio vanno in scena i “pazzi” di Yllana, divertentissima e clownesca formazione iberica. Li ricordiamo per 666Zoo: il nuovo lavoro è Baciamo le mani (The Gagfather), sottotitolo scene tragicomiche di malavita disorganizzata, excursus di imprevedibili evoluzioni all’interno dell’immaginario noir, tra echi cinematografici e risonanze pop. Fou rire assicurato e potremmo essere tentati.
Come anticipato, tutti spettacoli più o meno comici. Fosse per noi, lo confessiamo: e per il valore intrinseco e per il significato, vorremmo un San Silvestro a teatro con Cristiana Minasi e Giuseppe Carullo che, ad appendice dell’apprezzato De revolutionibus, dovrebbero aggiungere la messinscena del Dialogo di un venditore d’almanacchi e di un passeggere.

Anche quest’anno è (quasi) passato. Fate ammodino.

Igor Vazzaz
Toscofriulano, rockstar egonauta e maestro di vita, si occupa di teatro, sport, musica, enogastronomia. Scrive, suona, insegna, disimpara e, talvolta, pubblica libri o dischi. Il suo cane è pazzo.

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